"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si
crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare
per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

domenica 13 maggio 2012

COME IN UN'ULTIMA WOODSTOCK

Da sin. in piedi: B.Lanzetti,G.Leone,L.Vairetti,A.De Nardi,A.Tagliapietra,L.Veronese,G.Piazza,M.Ballarin,R.Maltese,F.Vassia,C.Falco,G.Nocenzi,Aldo(wazzakanazza).Accosciati:Massimo e Marco Sordi
Un bel report di Franco Vassia sul Concerto di Primavera a Castiglione del Lago.Questo scritto è tratto dal blog di Athos:

http://athosenrile.blogspot.it/2012/05/franco-vassia-al-meeting-di-castiglione.html

Soltanto un manipolo di temerari e inguaribili romantici poteva dar vita a quella che, dal 20 al 26 aprile sulle rive del lago Trasimeno, può a ragione essere considerata una piccola Woodstock progressiva. L’annuale raduno di Primavera - tenutosi come sempre a Castiglione del Lago - nonostante le avversità dovute all’umidità, a un freddo quasi polare e a un forte vento che ha penalizzato gli organizzatori nell’appuntamento con l’aviazione da riporto e sportiva, è stato comunque un sogno vissuto ad occhi aperti soprattutto per le sue serate ricche di musica e di cultura.Sul palco, allestito all’interno di un meraviglioso tendone da circo, si sono via via alternati, oltre a molti artisti che negli anni Settanta hanno marchiato a fuoco la musica italiana e internazionale, la Scuola di Musica del Trasimeno, un trio di talentuosi pianisti, la Schola Cantorum di Castiglione del Lago e il Gruppo Folkloristico Agilla e Trasimeno.Ma per essere considerata un evento, oltre alla clemenza del tempo, la rassegna avrebbe dovuto contare soprattutto sulla partecipazione di un folto pubblico. Da troppi anni il nostro Paese è entrato in un profondo letargo televisivo e vegetativo. I suoi campioni sono gli Amici della De Filippi, il Grande Fratello, L’isola dei famosi, i pacchi serali. La musica e la cultura sono un deterrente, un dentifricio, dei chewing gum. Alla massa che rappresenta la società, ascoltare qualcosa di appena più profondo provoca vertigini e sensi di nausea. Quel che stupisce è che, al Meeting, siano sopraggiunti fan da ogni parte della penisola ma sia clamorosamente mancato il pubblico locale. Un pubblico che, per correttezza intellettuale, non è deputato a presenziare soltanto le parentesi nelle quali vengono esibiti i propri rampolli ma che deve avere anche il giusto rispetto per le persone e gli artisti delle esibizioni successive. Ma tant’è: il percorso per tornare ad essere un vero paese è ancora lungo e irto di sassi acuminati.Tornando alle serate musicali, va sottolineata la grandissima professionalità, la profonda vena artistica e l’amicizia che i musicisti hanno saputo elargire agli intervenuti ma soprattutto a Massimo Sordi, la vera anima della manifestazione. Da Lino Vairetti, leader degli Osanna, gruppo cult che ha saputo coniugare il rock con la gestualità teatrale partenopea al talentuoso Gianni Leone del Balletto di Bronzo; dalla magia vocale di Aldo Tagliapietra, ex leader delle Orme, al battito cardiaco del basso di Giorgio “Fico” Piazza, primo bassista della Premiata Forneria Marconi, si sono avvertite tutte le emozione che avrebbero caratterizzato le serate.
E ancora: dalle telluriche performances di Bernardo Lanzetti, ex vocalist della P.F.M. e degno erede di Demetrio Stratos alle timbriche del Banco del Mutuo Soccorso rappresentato dal genio di Gianni Nocenzi, da Rodolfo Maltese, Tiziano Ricci e Claudio Falco, fino al’escursione albionica rappresentata da Richard Sinclair - anima dei Caravan, Hatfield & the North e Camel - e Maartin Allcock, storico componente  dei Fairport Convention e dei Jethro Tull che hanno saputo dar vita a una jam-session davvero superlativa. Bravissimi i Vicolo Margana, straordinari i Beggar’s Farm e Giusi Pisoni e poi gli Oak, la band ferrarese Limite Acque Sicure.Infine, in chiusura, la rassegna ha elargito il suo messaggio più profondo: una rilettura delle pagine più belle che hanno scritto la nostra storia, da Luigi Tenco a Bob Dylan, da Simon&Garfunkel a Ennio Morricone. Note e testi, improvvisamente leggeri che si sono elevati oltre il palco fino a oltrepassare e riempire una notte umbra finalmente serena.
                                                       Franco Vassia

mercoledì 18 aprile 2012

VERONA PROG FEST 2012


http://www.clubilgiardino.org/eventi/vedi/172/verona-prog-fest-sala-polivalente-caselle-di-sommacampagna

GIANNI & LINO

Napoli, 9 Dicembre 2011, Festival Afrakà al teatro Bolivar.Concerto del Balletto di Bronzo con Lino Ajello, ospite nel brano "INTRODUZIONE" tratto dall'album YS.

 
Gianni Leone e Lino Ajello, subito dopo la loro esibizione, la prima dopo decenni, vengono richiamati sul palco per essere premiati
 

mercoledì 4 aprile 2012

MEETING di PRIMAVERA 2012


Dal 20 al 25 Aprile alle ore 21
Castiglione del Lago (PG)

Oltre a GIANNI LEONE, si esibiranno artisti di primo piano nell'ambito del prog-rock Italiano e Internazionale.La manifestazione si terrà presso  il Lago Trasimeno, che la storia tragicamente ricorda come il luogo dove oltre 30.000 legionari romani vennero sconfitti dall'armata del generale cartaginese Annibale che gli stessi storici romani identificarono come il più grande stratega militare del tempo.Questo concerto ben si sposa con le note suggestive di un passato consegnato nelle mani dell'oblio. Gli artisti con la loro musica saranno  il giusto collante per aderire saldamente alla storia, ed anche se è lontana, anche se è drammatica, è parte di noi stessi. Il line-up artistico è ben assortito e comprende: 
     Lino Vairetti (Osanna)
     Bernardo Lanzetti (PFM)
     Giorgio "Fico" Piazza (PFM)
     Rodolfo Maltese (Banco)
     Aldo Tagliapietra (Orme)
     Claudio Simonetti (Goblin)
     Martin Allcock (Jethro Tull) 
     Richard Sinclair (Camel, Caravan)
                       La musica non è mai stata e tantomeno lo sarà.La Musica È!



lunedì 16 gennaio 2012

CD "ON THE ROAD TO YS"


Autunno 2011. Visto il grande successo riscosso dalla versione in vinile di “On the Road to YS”, abbiamo pensato di realizzarne una su CD integrandola con ulteriori brani, tutti però in sintonia diretta o indiretta con lo spirito originario del progetto. “Donna Vittoria” era il lato B del 45 gg. che aveva “La tua casa comoda” come lato A. Questa versione è stata registrata dal vivo a Viña del Mar in Cile il 25 aprile 2003 (Gianni Leone- voce e tastiere; Riccardo Spilli- batteria; Alessandro Corsi- basso). Il cerchio è chiuso! Inoltre, in questo CD sono presenti brani registrati dal vivo a Roma il 21 settembre 2007 eseguiti da me come solista, già inclusi nel DVD del Balletto di Bronzo “Live in Rome”, pubblicato nel 2008. 
                                                                          BESOS!
  Gianni Leone
In questa nuova edizione su Cd, oltre ai 3 brani già presenti nella versione in vinile (i due demo del '71
La tua casa comoda -registrato dal vivo a Città del Messico nel 2006), sono presenti:
Donna Vittoria (registrato dal vivo a Viña del Mar in Cile il 25 aprile 2003 con Alessandro Corsi al basso e Riccardo Spilli alla batteria); 
Tastiere isteriche (registrato dal vivo a Viña del Mar in Cile il 25 aprile 2003 con Alessandro Corsi al basso e Riccardo Spilli alla batteria);
Omaggio al Balletto di Bronzo - Gianni Leone da solo Introduzione (registrato dal vivo a Roma il 21 settembre 2007)
 Primo incontro (registrato dal vivo a Roma il 21 settembre 2007)
 Napoli sotterranea (registrato dal vivo a Roma il 21 settembre 2007)

 Bonus: Gianni Leone da solo
 Anaconda (registrato dal vivo a Roma il 21 settembre 2007, tratto
 dall'album LeoNero - Monitor)
 Né ieri, né domani (registrato dal vivo a Roma il 21 settembre 2007,
 tratto dall'album LeoNero - Monitor).    
In vendita anche on line:   www.btf.it                     
                                                           

giovedì 5 gennaio 2012

PROG LIGURIA

                  Spezia Expo Centro Fieristico Via Canaletto

Dalla voglia di rimboccarsi le maniche, nasce l’idea di organizzare un concerto benefico a La Spezia (capoluogo dei territori maggiormente colpiti dalla scorsa alluvione), che coinvolge il maggior numero di gruppi Rock "Progressive Italiani" in una data, il 21 gennaio 2012 non casuale, ma fortemente voluta per tenere accesa l’attenzione su un tipo di emergenza che non si risolve allo spegnersi dei riflettori della prima ora. La filosofia di questa giornata vuole essere quella di raggiungere l’obiettivo primario della massima raccolta di fondi attraverso un concerto-evento,coinvolgendo operatori ed attività del territorio (gastronomia ed ospitalità) ed invitando a partecipare sia il pubblico degli appassionati del genere da tutte le regioni italiane, sia la popolazione ligure in un grande atto di solidarietà. Da mezzogiorno a mezzanotte si avvicenderanno sul palco artisti della storica scena prog nazionale e nuovi gruppi che hanno saputo rinnovare il genere. Musicisti come: ALTARE TOTHEMICO, ARTI E MESTIERI (con Gigi Venegoni), CCLR - Cavalli Cocchi, Lanzetti, Roversi (con Aldo Tagliapietra), DAEMONIA featuring Claudio Simonetti, DELIRIUM (con Sophya Baccini e Franco Taulino dei Beggar' s Farm), EGOBAND, IL TEMPIO DELLE CLESSIDRE (con Max Manfredi), LA MASCHERA DI CERA, GLEEMEN, LA TORRE DELL' ALCHIMISTA, LOCANDA DELLE FATE, MAXOPHONE, MOONGARDEN, OSANNA (con GIANNI LEONE), THE TRIP, UT si alterneranno sul palco per una vera e propria Woodstock benefica.
PROG LIGURIA Spezia Expo – Centro Fieristico Via del Canaletto - 19124 La Spezia - 21 gennaio 2012 dalle ore 12,00 alle 24,00
info: 3466191593 - 0102461708
In Collaborazione con: Assessorato alla Cultura della Provincia della Spezia – Expo La Spezia – Azienda Fiera La Spezia – Camera di Commercio della Spezia
Organizzazione: Angelo De Negri, Ma.Ra.Cash., Distilleria Music Factory, Black Widow ...


                     5-01-2012

giovedì 22 dicembre 2011

"THE GREAT GIANNI" by SHUNYA NAKAJIMA

video
                                                 Deliquio viola *

Così descrive Shunya Nakajima, la performance di Gianni Leone e del suo Balletto di Bronzo all'ultimo tour giapponese dello scorso Novembre.
La traduzione dal giapponese all'inglese è stata fatta dalla simpatica Kase Yoshiko.

          Club Città, Kawasaki,Tokyo- Nov. the 5th 2011
                                   Il Balletto di Bronzo                  
                         Gianni Leone vocal & keyboards
                         Ivano Salvatori bass
                         Adolfo Ramundo drums

At 6 pm sharp, the top act of this evening: the legendary Italian heavy symphonic band Il Balletto di Bronzo appeared on the stage. As similarly seen at the first Japan gig in 2002, the band comprised of a keyboard trio. New young members joined as the rhythm players. The flashiest Gianni Leone, who was the focus of audience’s attention at the Osanna Japan tour last year, was in full bloom from the beginning. His narcissistic image reminded me of some Japanese enka singers Sachiko Kobayashi or rather Kenichi Mikawa, with his glittering stage costume.
Gianni’s pictures from his childhood were displayed one after another on the back screen, and his definite “Gianni Leone World” was present. Playing some phrases from ‘Vero’, excerpts from ‘Ys’ (Gianni emphasized the pronunciation of ‘eez’) were the highlight of the gig. The music was arranged shorter than the original length, but the main phrases were almost covered. Speed, elegant posing, and a storm of rhythm changes seemed to be even tough for the highly skilled rhythm players, and maybe needed more adjusting to the music, but the boys did a very good job overall. Playing over these technical rhythm sections, the great Gianni frequently posed between music, playing wildly with his keyboards. Gianni played the keyboard very audaciously and wildly. I had to adjust the keyboard sound in my brain to follow the music, as the music was played very fast with many notes in some parts. Gianni’s vocals were very powerful that his vocals were almost equivalent to the keyboard playing. This is the  Italian art! Gianni’s flamboyant voice was great as ever which also caught attention at the first Il Balletto di Bronzo Japan tour. At the most anticipated part of the performance, Gianni stepped down to the audience floor (laughs) as promised and put date stamps to the audience hands. At the ending, as usually done at his gigs, leafletsand flyers were thrown to the audience. (This time, Japanese translation of Gianni Leone’s interview was delivered.) The performance of Il Balletto di Bronzo was awesome, I should say, with the upgraded Gianni’s characteristics and powerful performance that left a strong impact upon the audience. New numbers were played, and their future activities are very much anticipated.

All rights reserved: Shunya Nakajima
Translation by: Yoshiko Kase (permission obtained)

Alle ore 18 precise, il momento topico della serata: il leggendario gruppo "heavy symphonic" italiano, BALLETTO di BRONZO, è di scena sul palco. Come già accaduto nel primo tour giapponese del 2002, la band è composta da tre elementi. Ci sono nuovi giovani strumentisti alla sezione ritmica composta dal basso e dalla batteria con l'arduo compito di sostenere i virtuosismi e i cambi ritmici di Gianni Leone, vero fulcro di attenzione da parte del pubblico - come d'altronde lo è stato l'anno scorso quando si esibì come ospite degli Osanna. Da subito, fin dall'inizio del concerto, Gianni Leone appare in "piena fioritura". L'immagine narcisistica, l'elegante postura e la presenza scenica basata su costumi variopinti e scintillanti forniscono un' "elevata gradazione cromatica" e creano una forte attrazione sul pubblico, e in questo Gianni Leone è "simbolo supremo". Ne è conferma il paragone con Sachiko Kobayashi o Kenichi Mikawa. Un collage fotografico in formato "slide show" che ripercorre la sua carriera artistica viene proiettato su un grande schermo a fondo palco: la rappresentazione del "Gianni Leone World".
Qualche brano dal suo album "Vero" e dall'album "YS" (che Gianni enfatizza pronunciandolo "eez") hanno rappresentato i momenti culminanti del concerto. I brani tratti da YS sono stati riarrangiati con interpretazioni più brevi rispetto all'originale ma le parti salienti non sono state tralasciate. Le numerose parti velocissime e i continui cambi di ritmo hanno messo a dura prova i due pur esperti musicisti della sezione ritmica (Ivano Salvatori al basso e Adolfo Ramundo alla batteria), ma questi giovani ragazzi sono stati all'altezza del loro compito. "The Great Gianni" ha usato tutto il suo talento artistico suonando con autorità, virtuosismo e selvaggio approccio alle tastiere. In alcuni momenti ho dovuto cercare di distogliere la mia attenzione dalle sonorità utilizzate da Gianni sulle tastiere per riuscire a seguire dei passaggi, eseguiti con elevatissima velocità.
La sua voce potente era come se fosse uno strumento aggiuntivo. Questa è l'arte Italiana! Il suo modo di cantare ha catturato l'attenzione del pubblico giapponese fin dal primo tour del Balletto, nel 2002. Come era stato anticipato in precedenza, e molto atteso, a un certo punto Gianni è sceso dal palco per avvicinarsi al pubblico (sorridente!) munito di un timbro col nome del gruppo e della data del concerto per imprimerlo sulle mani dei suoi fans. Alla fine del concerto, come di consueto, Gianni ha lanciato al pubblico i suoi aforismi scritti su carta (questa volta con l'aggiunta della traduzione in giapponese di una sua intervista). Il concerto del Balletto di Bronzo è stato magnifico, direi, con un Gianni rinnovato e sempre padrone assoluto della scena. La sua esibizione è stata di grande impatto sul pubblico. Sono stati eseguiti anche dei nuovi brani, il che lascia ben sperare per future attività in parte già anticipate.

 * Nel clip, come lo stesso Gianni afferma, si sentono delle piccole imperfezioni nella melodia dovute a problemi del cavo che collegava il "Sinth". Essendo lo stesso cavo difettoso, funzionava a intermittenza creando delle brevi stonature.
Nonostante tutto, la performance di questo brano è fantastica.

mercoledì 14 dicembre 2011

GIANNI LEONE & LINO AJELLO....BACK ON TRACKS!!!!!

video
                     "Introduzione" G.Leone "Stazione Birra" 
                                                      1/2/2007

                                   www.movimentiprog.net

                             Balletto di Bronzo + Lino Ajello 
                               Teatro Bolivar di Napoli
                                      (9 dicembre 2011)
“Un evento epocale, un Leone incontenibile, un Ajello esplosivo”. L’altra sera al Teatro Bolivar di Napoli, è stato scritto un altro indelebile pezzo di storia. Un pezzo che promette degli ulteriori sviluppi in direzioni imprevedibili che potrebbero rivelarsi sorprendenti.
Rewind: Nel 1973 il Balletto di Bronzo si sciolse, dopo avere prodotto l’anno precedente Ys, uno degli album più sconcertanti degli anni ‘70. Qualche mese prima il chitarrista Lino Ajello e il bassista Vito Manzari avevano lasciato definitivamente il gruppo, ed erano rimasti il tastierista e cantante Gianni Leone e il batterista Gianchi Stinga a rispettare alcuni impegni precedentemente stipulati con la casa discografica. Dopodiché ognuno per la sua strada. Due decenni di silenzio, durante i quali Leone intraprese la carriera solista esplorando generi completamente diversi dal cosiddetto “prog”, ed ecco riapparire il Balletto di Bronzo in formato trio il 28 ottobre 1995 a Terni, con un nuovo bassista ed un nuovo batterista. Da allora il nuovo Balletto e la sua unica guida, Gianni Leone, cambia costantemente pelle e formazione, alla ricerca della formula perfetta, continuando ad evolversi e ad aggiornare costantemente gli arrangiamenti del repertorio storico, e ad aggiungere nuove sorprendenti composizioni.
Quando, un giorno, Lino Ajello, ritornato stabilmente in Italia, dopo avere abitato per più di metà della sua vita prima a Stoccolma e poi a Tenerife, viene invitato a suonare insieme a Leone, a Lino Vairetti degli Osanna e al sassofonista Daniele Sepe, un brano degli Showmen, in occasione di un tributo al cantante Mario Musella, tenuto al Maschio Angioino di Napoli. Da allora Ajello intensifica il suo studio della chitarra, che aveva abbandonato dal ’73, e compie un piccolo miracolo, recuperando il suo stile nervoso e “psicotico” di un tempo, in una manciata di mesi. Ed eccolo al Bolivar con Gianni Leone, Adolfo Ramundo ed Ivano Salvatori, come se dal 1973 si fosse fermato il tempo, e come se avesse ricominciato a scorrere soltanto adesso. Il concerto comincia con Deliquio Viola, il brano del nuovo repertorio del Balletto che più ci riporta ad Ys, ma ad un Ys ancora più ossessivo e delirante, e al rallentatore. Leone si presenta sul palco vestito come un guerriero di un altro tempo e di un altro pianeta, nascosto dietro ad un siparietto. Liberatosi del suo elmo, Leone intona i primi due temi di Napoli Sotterranea, un ribaltamento dei più classici e banali cliché della napoletanità, e poi La discesa nel cervello, dal primo album (Vero) di LeoNero (pseudonimo di Leone) del 1975. Giusto il tempo da parte di Leone per ringraziare Lino Vairetti, l’organizzatore dell’evento, per raccontare che il Balletto non aveva più suonato a Napoli città dagli anni ’70 (quando si esibì al Teatro Mediterraneo), per ricordare la presenza in sala di Daina Dini, una delle autrici del testo di Ys, e per ricordare che lui e Lino Ajello avevano abitato nella zona del Bolivar, prima di conoscersi, ed ecco le voci “dall’oltretomba” che ci invitano ad entrare nell’incubo di Ys.
Introduzione, assolo di Leone, sconcerto, annuncio di Lino Ajello, ed un boato dal pubblico.
Ajello entra in scena vestito come un pirata. E’ un incrocio tra Jack Sparrow e Keith Richards, e si muove come loro. Imbraccia la chitarra e inizia a suonare i suoi tipici fraseggi di un tempo, con lo stesso suono “inscatolato”, e un aggiunta, ad un certo punto, di un effetto di octavia e di pitch. Tutto è più stranito, più deformato, e una ancora più marcata tendenza all’atonale e al rumorismo, lo fa sembrare come invasato allo stesso tempo dalla follia di Adrian Belew e dall’irruenza di Thurston Moore dei Sonic Youth. Le note dissonanti che tende fino allo spasimo sono intuizioni geniali, illuminazioni. Ajello suona spesso in direzione di Leone, che lo incita e lo carica. E vederli di nuovo insieme sullo stesso palco dopo tanti anni e così ben sintonizzati, fa venire i brividi, ed è un’emozione non riferibile. Poi, dopo poco più di 2 minuti, che sono parsi infiniti, Ajello finisce, posa la chitarra e saluta. E ci si accorge di essere scampati ad un terremoto. La performance prosegue: Primo incontro, Secondo incontro ed Epilogo, senza Terzo incontro, il consueto “colpo di scena” con Leone che sommerge il pubblico con i suoi bigliettini contenenti le “grandi verità”, poi la fine. E il pubblico rimane folgorato. E adesso? E dopo?
Per adesso questo è solo un piccolo antipasto di un menù molto ricco.
Per dopo si ipotizza un possibile progetto Leone/Vairetti/Ajello, indipendente dal Balletto di Bronzo e dagli Osanna. Se si realizzasse sarebbe davvero una grande occasione, soprattutto per Lino Ajello, per dimostrare quanto ancora abbia dire in ambito musicale, e quanto ciò che ha da dire sia qualcosa di completamente diverso da Ys e dal Balletto di Bronzo. Intanto è doveroso ringraziare Lino Vairetti, che anche quest’anno, tra mille difficoltà, si è battuto per tenere in vita Afrakà: la rassegna all’interno della quale si è svolto l’evento che abbiamo raccontato. E infine vogliamo ringraziare sempre Vairetti, perché ogni volta dimostra con generosità di avere il piacere fine a se stesso di creare momenti di aggregazione. Occasioni che molto probabilmente non si verrebbero a creare senza le sue grandi capacità di catalizzatore.
                       Gianmaria Consiglio