Roma, giovedì 23 settembre 2010
Ivan è a Roma per partecipare a una trasmissione televisiva RAI in diretta del venerdì sera. Mi telefona per informarmi che verso le 22,00, dopo le prove, andrà con un gruppo di amici in un ristorante in via del Corallo, in zona piazza Navona. Ne approfittiamo per fare ancora una volta una piacevolissima conversazione, toccando i più svariati argomenti alla velocità della luce, ma non per questo in modo superficiale. Verso le 22,30, dopo
avere cercato a lungo un parcheggio nell'infernale dedalo di vie, viuzze e vicoletti tutti congestionatissimi di veicoli e di dense frotte di umani transumanti, finalmente vedo uno spazio vuoto, quasi fosse un miraggio. Mi ci ficco dentro a razzo! Lascio l'auto e m'incammino verso via del Corallo. Arrivato al ristorante, noto subito Ivan seduto a un tavolo all'esterno, sulla strada. Con lui ci sono Helena Velena, performance artist ed
esperta di musica nonché punto di riferimento "storico" glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transgender), il giovanissimo cantautore Emilio Rez, di cui i giornali hanno recentemente parlato per alcune brutali aggressioni subite per strada proprio qui a Roma a causa del suo aspetto eccentrico e per essere stato sfrattato in quanto gay (fatti, questi, che fanno sprofondare lo schifo di paese in cui viviamo sempre più verso il quarto mondo, fra la commiserazione e gli amari sghignazzi dei paesi CIVILI), ed altri amici tutti simpaticissimi. Nel pomeriggio, a casa, avevo pensato di preparare un regalino per Ivan. Mi ero recato nel mio leggendario sottotetto (gli amici che frequentano casa mia sanno di cosa si tratta), stracarico di ogni possibile oggetto immaginabile che acquisto un po' ovunque, ed avevo infilato in due calze della Befana tutto ciò che secondo me poteva avere un significato e un valore simbolico proprio pensando a lui. Avevo scelto una pistola "marziana" che spara
"mille bolle blu" mentre emette suoni spaziali tipo Star Trek, dei 45 giri e dei fumetti degli Anni '60 (Teddy Bob, Soldino), una bomboniera kitsch di porcellana raffigurante un angioletto menestrello, un paio di labbroni di gomma elastica, richiami e oggetti sessuali vari, l'intera raccolta delle "Grandi Verità" leonine, una lingua di menelik, bigiotteria in plastica, coriandoli, cartoline e immagini artistiche. Una volta preso posto ed esauriti i convenevoli, tiro fuori dalla mia valigetta le due calze befanesche e le consegno a Ivan.
Risate e risate per ogni oggetto che viene pescato e mostrato. Ivan indossa subito i labbroni di gomma e improvvisa una divertente gag. Spara bolle di sapone con la pistola "marziana". Contraccambia regalandomi il suo ultimo cd di inediti, Luna presente. Poi cominciamo una pirotecnica, vivacissima conversazione generale. Spiego a Emilio come fare per acquistare uno strumento di autodifesa davvero efficace che ho ricevuto per posta proprio ieri
(eh, no: oramai i vari spray lacrimogeni o al peperoncino che porto regolarmente con me fin dal 1981 e che talvolta ho usato con alterni risultati non bastano più!). Seduta al tavolo accanto al nostro c'è Anna Mazzamauro, che in questo periodo sta portando in giro per l'Italia uno spettacolo teatrale su Anna Magnani. Lei ci sorride, interviene con qualche battuta spiritosa e racconta un aneddoto piccantissimo e irriferibile sulla Magnani, che
mi fa diventare ancor più simpatiche sia lei che "Nannarella". Decidiamo di muoverci. In realtà soltanto io, Ivan, Helena ed Emilio: gli altri restano al ristorante in attesa del nostro ritorno. C'incamminiamo verso piazza Navona passando davanti al Bar della Pace, affollatissimo come al solito. Attraversiamo la folla variegata e caciarona lanciando uno sguardo alla chiesa di Santa Maria della Pace e al chiostro del Bramante, sempre
incantevoli, anche perché ben valorizzati da un'illuminazione di grande effetto. Giunti a piazza Navona, facciamo delle foto proprio davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi. La facciata della chiesa di S. Agnese appare appiattita da una ripulitura un po' troppo radicale. A me piacciono decisamente di più i monumenti e le facciate dei palazzi storici con un lieve deposito di fuliggine negli interstizi perché hanno maggior rilievo e profondità. Che strano:
mi sembra di conoscere Ivan da sempre. E' come se negli Anni '70, nel mio gruppo di amici coi quali stazionavo permanentemente in questa piazza, ci fosse stato anche lui. E' una persona vera, trasparente, amabile come poche. Ci ritroviamo a parlare di fatti intimi e privati reciproci con una naturalezza assoluta. Proseguiamo per il Pantheon passando per piazza Sant'Eustachio. Notiamo che parte del colonnato è attualmente in restauro. Suggerisco di prenderci un bel gelatone, e dove, se non da Giolitti? Facciamo quindi rotta per via Uffici del Vicario. Essendo oramai quasi l'ora di chiusura (l'una e mezza circa) troviamo lo storico locale, risalente al 1900, vuoto, tutto per noi. Comincia la sarabanda di "Tu che gusto preferisci?", "Proviamo quello?", "No, quell'altro!". Helena candidamente domanda al gelataio: "Avete il gusto ai Puffi?". "No" risponde lui "de Puffo ce so' solo io!".
Alla fine usciamo ciascuno col proprio magnifico cono gigante. Tra gags, risate, aneddoti, racconti, lentamente ci dirigiamo verso via del Corallo. Gli amici sono ancora tutti là che ci aspettano.
Gianni

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