"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si
crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare
per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

giovedì 22 dicembre 2011

"THE GREAT GIANNI" by SHUNYA NAKAJIMA

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                                                 Deliquio viola *

Così descrive Shunya Nakajima, la performance di Gianni Leone e del suo Balletto di Bronzo all'ultimo tour giapponese dello scorso Novembre.
La traduzione dal giapponese all'inglese è stata fatta dalla simpatica Kase Yoshiko.

          Club Città, Kawasaki,Tokyo- Nov. the 5th 2011
                                   Il Balletto di Bronzo                  
                         Gianni Leone vocal & keyboards
                         Ivano Salvatori bass
                         Adolfo Ramundo drums

At 6 pm sharp, the top act of this evening: the legendary Italian heavy symphonic band Il Balletto di Bronzo appeared on the stage. As similarly seen at the first Japan gig in 2002, the band comprised of a keyboard trio. New young members joined as the rhythm players. The flashiest Gianni Leone, who was the focus of audience’s attention at the Osanna Japan tour last year, was in full bloom from the beginning. His narcissistic image reminded me of some Japanese enka singers Sachiko Kobayashi or rather Kenichi Mikawa, with his glittering stage costume.
Gianni’s pictures from his childhood were displayed one after another on the back screen, and his definite “Gianni Leone World” was present. Playing some phrases from ‘Vero’, excerpts from ‘Ys’ (Gianni emphasized the pronunciation of ‘eez’) were the highlight of the gig. The music was arranged shorter than the original length, but the main phrases were almost covered. Speed, elegant posing, and a storm of rhythm changes seemed to be even tough for the highly skilled rhythm players, and maybe needed more adjusting to the music, but the boys did a very good job overall. Playing over these technical rhythm sections, the great Gianni frequently posed between music, playing wildly with his keyboards. Gianni played the keyboard very audaciously and wildly. I had to adjust the keyboard sound in my brain to follow the music, as the music was played very fast with many notes in some parts. Gianni’s vocals were very powerful that his vocals were almost equivalent to the keyboard playing. This is the  Italian art! Gianni’s flamboyant voice was great as ever which also caught attention at the first Il Balletto di Bronzo Japan tour. At the most anticipated part of the performance, Gianni stepped down to the audience floor (laughs) as promised and put date stamps to the audience hands. At the ending, as usually done at his gigs, leafletsand flyers were thrown to the audience. (This time, Japanese translation of Gianni Leone’s interview was delivered.) The performance of Il Balletto di Bronzo was awesome, I should say, with the upgraded Gianni’s characteristics and powerful performance that left a strong impact upon the audience. New numbers were played, and their future activities are very much anticipated.

All rights reserved: Shunya Nakajima
Translation by: Yoshiko Kase (permission obtained)

Alle ore 18 precise, il momento topico della serata: il leggendario gruppo "heavy symphonic" italiano, BALLETTO di BRONZO, è di scena sul palco. Come già accaduto nel primo tour giapponese del 2002, la band è composta da tre elementi. Ci sono nuovi giovani strumentisti alla sezione ritmica composta dal basso e dalla batteria con l'arduo compito di sostenere i virtuosismi e i cambi ritmici di Gianni Leone, vero fulcro di attenzione da parte del pubblico - come d'altronde lo è stato l'anno scorso quando si esibì come ospite degli Osanna. Da subito, fin dall'inizio del concerto, Gianni Leone appare in "piena fioritura". L'immagine narcisistica, l'elegante postura e la presenza scenica basata su costumi variopinti e scintillanti forniscono un' "elevata gradazione cromatica" e creano una forte attrazione sul pubblico, e in questo Gianni Leone è "simbolo supremo". Ne è conferma il paragone con Sachiko Kobayashi o Kenichi Mikawa. Un collage fotografico in formato "slide show" che ripercorre la sua carriera artistica viene proiettato su un grande schermo a fondo palco: la rappresentazione del "Gianni Leone World".
Qualche brano dal suo album "Vero" e dall'album "YS" (che Gianni enfatizza pronunciandolo "eez") hanno rappresentato i momenti culminanti del concerto. I brani tratti da YS sono stati riarrangiati con interpretazioni più brevi rispetto all'originale ma le parti salienti non sono state tralasciate. Le numerose parti velocissime e i continui cambi di ritmo hanno messo a dura prova i due pur esperti musicisti della sezione ritmica (Ivano Salvatori al basso e Adolfo Ramundo alla batteria), ma questi giovani ragazzi sono stati all'altezza del loro compito. "The Great Gianni" ha usato tutto il suo talento artistico suonando con autorità, virtuosismo e selvaggio approccio alle tastiere. In alcuni momenti ho dovuto cercare di distogliere la mia attenzione dalle sonorità utilizzate da Gianni sulle tastiere per riuscire a seguire dei passaggi, eseguiti con elevatissima velocità.
La sua voce potente era come se fosse uno strumento aggiuntivo. Questa è l'arte Italiana! Il suo modo di cantare ha catturato l'attenzione del pubblico giapponese fin dal primo tour del Balletto, nel 2002. Come era stato anticipato in precedenza, e molto atteso, a un certo punto Gianni è sceso dal palco per avvicinarsi al pubblico (sorridente!) munito di un timbro col nome del gruppo e della data del concerto per imprimerlo sulle mani dei suoi fans. Alla fine del concerto, come di consueto, Gianni ha lanciato al pubblico i suoi aforismi scritti su carta (questa volta con l'aggiunta della traduzione in giapponese di una sua intervista). Il concerto del Balletto di Bronzo è stato magnifico, direi, con un Gianni rinnovato e sempre padrone assoluto della scena. La sua esibizione è stata di grande impatto sul pubblico. Sono stati eseguiti anche dei nuovi brani, il che lascia ben sperare per future attività in parte già anticipate.

 * Nel clip, come lo stesso Gianni afferma, si sentono delle piccole imperfezioni nella melodia dovute a problemi del cavo che collegava il "Sinth". Essendo lo stesso cavo difettoso, funzionava a intermittenza creando delle brevi stonature.
Nonostante tutto, la performance di questo brano è fantastica.

mercoledì 14 dicembre 2011

GIANNI LEONE & LINO AJELLO....BACK ON TRACKS!!!!!

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                     "Introduzione" G.Leone "Stazione Birra" 
                                                      1/2/2007

                                   www.movimentiprog.net

                             Balletto di Bronzo + Lino Ajello 
                               Teatro Bolivar di Napoli
                                      (9 dicembre 2011)
“Un evento epocale, un Leone incontenibile, un Ajello esplosivo”. L’altra sera al Teatro Bolivar di Napoli, è stato scritto un altro indelebile pezzo di storia. Un pezzo che promette degli ulteriori sviluppi in direzioni imprevedibili che potrebbero rivelarsi sorprendenti.
Rewind: Nel 1973 il Balletto di Bronzo si sciolse, dopo avere prodotto l’anno precedente Ys, uno degli album più sconcertanti degli anni ‘70. Qualche mese prima il chitarrista Lino Ajello e il bassista Vito Manzari avevano lasciato definitivamente il gruppo, ed erano rimasti il tastierista e cantante Gianni Leone e il batterista Gianchi Stinga a rispettare alcuni impegni precedentemente stipulati con la casa discografica. Dopodiché ognuno per la sua strada. Due decenni di silenzio, durante i quali Leone intraprese la carriera solista esplorando generi completamente diversi dal cosiddetto “prog”, ed ecco riapparire il Balletto di Bronzo in formato trio il 28 ottobre 1995 a Terni, con un nuovo bassista ed un nuovo batterista. Da allora il nuovo Balletto e la sua unica guida, Gianni Leone, cambia costantemente pelle e formazione, alla ricerca della formula perfetta, continuando ad evolversi e ad aggiornare costantemente gli arrangiamenti del repertorio storico, e ad aggiungere nuove sorprendenti composizioni.
Quando, un giorno, Lino Ajello, ritornato stabilmente in Italia, dopo avere abitato per più di metà della sua vita prima a Stoccolma e poi a Tenerife, viene invitato a suonare insieme a Leone, a Lino Vairetti degli Osanna e al sassofonista Daniele Sepe, un brano degli Showmen, in occasione di un tributo al cantante Mario Musella, tenuto al Maschio Angioino di Napoli. Da allora Ajello intensifica il suo studio della chitarra, che aveva abbandonato dal ’73, e compie un piccolo miracolo, recuperando il suo stile nervoso e “psicotico” di un tempo, in una manciata di mesi. Ed eccolo al Bolivar con Gianni Leone, Adolfo Ramundo ed Ivano Salvatori, come se dal 1973 si fosse fermato il tempo, e come se avesse ricominciato a scorrere soltanto adesso. Il concerto comincia con Deliquio Viola, il brano del nuovo repertorio del Balletto che più ci riporta ad Ys, ma ad un Ys ancora più ossessivo e delirante, e al rallentatore. Leone si presenta sul palco vestito come un guerriero di un altro tempo e di un altro pianeta, nascosto dietro ad un siparietto. Liberatosi del suo elmo, Leone intona i primi due temi di Napoli Sotterranea, un ribaltamento dei più classici e banali cliché della napoletanità, e poi La discesa nel cervello, dal primo album (Vero) di LeoNero (pseudonimo di Leone) del 1975. Giusto il tempo da parte di Leone per ringraziare Lino Vairetti, l’organizzatore dell’evento, per raccontare che il Balletto non aveva più suonato a Napoli città dagli anni ’70 (quando si esibì al Teatro Mediterraneo), per ricordare la presenza in sala di Daina Dini, una delle autrici del testo di Ys, e per ricordare che lui e Lino Ajello avevano abitato nella zona del Bolivar, prima di conoscersi, ed ecco le voci “dall’oltretomba” che ci invitano ad entrare nell’incubo di Ys.
Introduzione, assolo di Leone, sconcerto, annuncio di Lino Ajello, ed un boato dal pubblico.
Ajello entra in scena vestito come un pirata. E’ un incrocio tra Jack Sparrow e Keith Richards, e si muove come loro. Imbraccia la chitarra e inizia a suonare i suoi tipici fraseggi di un tempo, con lo stesso suono “inscatolato”, e un aggiunta, ad un certo punto, di un effetto di octavia e di pitch. Tutto è più stranito, più deformato, e una ancora più marcata tendenza all’atonale e al rumorismo, lo fa sembrare come invasato allo stesso tempo dalla follia di Adrian Belew e dall’irruenza di Thurston Moore dei Sonic Youth. Le note dissonanti che tende fino allo spasimo sono intuizioni geniali, illuminazioni. Ajello suona spesso in direzione di Leone, che lo incita e lo carica. E vederli di nuovo insieme sullo stesso palco dopo tanti anni e così ben sintonizzati, fa venire i brividi, ed è un’emozione non riferibile. Poi, dopo poco più di 2 minuti, che sono parsi infiniti, Ajello finisce, posa la chitarra e saluta. E ci si accorge di essere scampati ad un terremoto. La performance prosegue: Primo incontro, Secondo incontro ed Epilogo, senza Terzo incontro, il consueto “colpo di scena” con Leone che sommerge il pubblico con i suoi bigliettini contenenti le “grandi verità”, poi la fine. E il pubblico rimane folgorato. E adesso? E dopo?
Per adesso questo è solo un piccolo antipasto di un menù molto ricco.
Per dopo si ipotizza un possibile progetto Leone/Vairetti/Ajello, indipendente dal Balletto di Bronzo e dagli Osanna. Se si realizzasse sarebbe davvero una grande occasione, soprattutto per Lino Ajello, per dimostrare quanto ancora abbia dire in ambito musicale, e quanto ciò che ha da dire sia qualcosa di completamente diverso da Ys e dal Balletto di Bronzo. Intanto è doveroso ringraziare Lino Vairetti, che anche quest’anno, tra mille difficoltà, si è battuto per tenere in vita Afrakà: la rassegna all’interno della quale si è svolto l’evento che abbiamo raccontato. E infine vogliamo ringraziare sempre Vairetti, perché ogni volta dimostra con generosità di avere il piacere fine a se stesso di creare momenti di aggregazione. Occasioni che molto probabilmente non si verrebbero a creare senza le sue grandi capacità di catalizzatore.
                       Gianmaria Consiglio

venerdì 9 dicembre 2011

BEVENDO ALLA SALUTE DI...YS

 Si, la Passione è la forza creativa che unisce le persone, il talento e il genio artistico permettono la nascita di opere di grande valore la cui prerogativa è quella di non conoscere il degrado che il tempo inietta inesorabilmente. Come le Piramidi di Giza, inattaccabili dal tempo, lo è anche l'album YS di Gianni Leone seguito dal libro sul Balletto di Bronzo di Gianmaria Consiglio, un vero capolavoro di scrittura dove nozioni di tecnica applicativa della musica si alternano ad aneddoti e curiosità dei protagonisti della ormai leggendaria band. Ma c'è un'altra realtà, anch'essa forgiata con passione,desiderio e qualità. Si tratta della nuova birra che, guarda caso, si chiama proprio YS.Questa birra viene prodotta in modo artigianale, secondo le antiche ricette tramandate nel corso dei tempi e che trovano le loro radici proprio all'ombra delle Piramidi. Amadori Gianfranco e Scarpi Walter sono gli artisti della bionda bevanda. La piccola birreria si trova a Popolano (FI). Il primo "assaggio" lo potete trovare al sito www.birracajun.it dove vengono elencate in bella mostra i vari tipi di birra e il loro adeguato accoppiamento con i vari cibi. Altre info e news si possono "gustare" alla pagina di facebook "Birra Cajun". Ultimamente Gianni Leone e Gianfranco Amadori hanno avuto modo di conoscersi e l'idea di offrire una buona birra "YS", durante i concerti di Gianni, sta "fermentando". Quale miglior connubio!...una dorata bevanda per un dorato concerto del dorato artista!

sabato 3 dicembre 2011

AFRAKA' 2011

Lino Ajello, chitarrista storico del "Balletto di Bronzo" sarà ospite della serata e suonerà con Gianni Leone un brano tratto dall'album YS. L'ultima volta che i due musicisti suonarono insieme avvenne nell'estate del 1973, prima dello scioglimento el gruppo. Appuntamento per  Venerdì 9 Dicembre ore 21
Teatro Bolivar Via Bartolomeo Caracciolo 30-Materdei-Napoli.                          INGRESSO GRATUITO
Info. Tel. 081-5442616


                                                                                                                                                                        

venerdì 2 dicembre 2011

KASE YOSHIKO...TRAD. DEL REPORT SUL BDB DI GIANNI LEONE

                              Prog Exhibition Festival
            Club Città, Kawasaki (Tokyo), 5 novembre 2011.
                                  Recensione sul Balletto di Bronzo

Traduzione di Kase Yoshiko
per il report di Takeshi Mitsuwa

La simpatica Kase Yoshiko annuncia, in una lettera diretta a Gianni Leone, che nel mese di Dicembre uscirà sulla rivista "Euro-Rock Press" di Tokyo, questo report sul trionfale concerto avvenuto nella capitale nipponica.Yoshiko è appassionatissima di Prog-Rock Europeo oltre ad essere una fan del Balletto. Fra l'altro Yoshiko ha reso noto la sua precedente intervista con Gianmaria Consiglio e il suo libro "Il Balletto di Bronzo e l'idea del delirio organizzato"( link qui a destra sulla copertina del libro). Nella lettera Yoshiko aggiunge che ha comprato il vinile dell'album capolavoro "YS" nel "Record Shop" di Tokyo al prezzo di 4800 Yen!.
Ecco la traduzione del report di Takeshi Mitsuwa
Uno strano "oggetto", una "cosa" avanza lentamente, strisciando dal lato destro del palco. LUI è arrivato! LUI è apparso! Un copricapo borchiato emerge da dietro il drappo nero che funge da paravento, su cui è stampata la maschera riprodotta sulla copertina del DVD del Balletto di Bronzo. Ecco Gianni Leone con un ricco make-up! Applicati sul lato anteriore della sua giacca, diversi oggetti argentati dalla forma rotonda emanano bagliori e scintille. Guardando da vicino, ci si accorge che sono dei cd. Gianni progetta e realizza da sé i suoi costumi e gli accessori di scena. La temperatura è molto alta, e Gianni cerca di togliersi la giacca fra un brano e l'altro. Quando lo fa, non è in modo casuale: a un tratto assume una posa che mi ricorda in qualche modo Michael Jackson, e poi se la sfila di colpo. Avrebbe potuto essere famoso prima di lui con questo gesto, anticipando le movenze di "Thriller". Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Mentre suonava selvaggiamente il suo Hammond con la mano destra, con la sinistra disegnava nell'aria forme geometriche immaginarie. Segnalava ai suoi compagni i vari cambi musicali e i passaggi obbligati utilizzando l'intero suo corpo, per poi fermarsi immobile, con atteggiamento marziale, alla fine dei brani. Il clou della serata? Quando Gianni si lancia giù dal palco e va a timbrare mani, braccia, viso di persone del pubblico con un timbro a inchiostro che riporta la scritta "Balletto di Bronzo" e la data del concerto. Un volta tornato alla sua postazione, alle tastiere, un oggetto - forse una bottiglia di plastica -  cade rumorosamente a terra. Gianni ne approfitta per improvvisare una gag. Si gira di scatto ed esclama: " Oh! Che succede?". Ed io mi sono convinto che è un vero genio. In scaletta alcuni brani recenti e degli estratti dal capolavoro  "YS", rinvigorito dall'apporto dei due nuovi musicisti entrati nel gruppo, gli eccellenti Adolfo Ramundo alla batteria (a due casse) e Ivano Salvatori al basso. Il grande Gianni ha presentato al pubblico il nuovo bassista come "il più bello del gruppo", ma su questo preferisco non commentare ulteriormente. Sul grande schermo a fondo palco venivano proiettate sequenze e foto rare di tutti i periodi, e gli occhi del pubblico erano inchiodati alle immagini. Il suono, assolutamente intatto dallo scorrere del tempo, era basato sulle tastiere come protagoniste assolute. L'impatto generale era molto coinvolgente, ma gli occhi del pubblico erano tutti incollati al grande Gianni. Alla fine dell'esibizione ero un po' preoccupato: non sarebbe stato facile, per il gruppo successivo, suonare dopo il Balletto di Bronzo!