"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

SUPPER-YS

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martedì 18 maggio 2010

IL BdB di GIANNI LEONE

Il percorso di un artista rivissuto in questa chiaccherata con Gianni.La crescita e la maturazione attraverso difficoltà e contraddizioni.Dalla nascita di "Città Frontale",allo scioglimento del"Balletto di Bronzo"per arrivare all'esperienza da solista:una lunga cavalcata che percorre le paure e le incertezze,che si snoda in un clima di "creatività e fermentazione musicale"attraverso il caos e la ricerca come unici strumenti di consapevolezza.
(2008 per la rivista Musikbox...)

1) Cominciamo la nostra chiaccherata approfondendo i trascorsi artistici che ti hanno visto impegnato nella prima formazione dei Città Frontale, un nucleo musicale che purtroppo non lasciò alcuna testimonianza discografica ma che si fece conoscere nell'area napoletana e non solo per l'attività dal vivo fino al prematuro scioglimento. Quali sono le motivazioni che non hanno permesso uno sbocco produttivo all'epoca? Lo stile del gruppo risultava differente rispetto alla rifondazione con Lino Vairetti ed Enzo Avitabile?

Gianni- La formazione di Città Frontale era la stessa degli Osanna, solo che in questi ultimi a me subentrò il sassofonista Elio D'Anna. Io lasciai il gruppo per unirmi al Balletto di Bronzo, che in quel momento era in crisi d'identità artistica e cercava nuova linfa; a mia volta avevo un'urgenza matta di fare "cose pazzesche", e quindi...Tornando a Città Frontale, il nostro repertorio era prevalentemente basato su "cover" di gruppi anglo-americani quali Doors,  Spencer Davis Group, Kinks, però suonavamo anche i primi brani composti da Lino Vairetti e Danilo Rustici, brani che ancora oggi gli Osanna eseguono dal vivo, talvolta con me in veste di ospite. L'ultima volta è stata proprio lo scorso aprile a Napoli, con David Jackson dei VDGG come altro ospite. Tra il pubblico c'erano anche Danilo e Lello Brandi, bassista sia di Città Frontale che degli Osanna. Un momento bello ed emozionante. Sempre con Città Frontale, io comiciai a cantare. C'era un punto del nostro concerto in cui Lino passava alla chitarra ed io lasciavo l'organo (il mio fantastico e introvabile Farfisa Fast 5) e passavo al microfono per cantare 2 o 3 brani dei Grand Funk Railroad, gruppo che in quel periodo mi piaceva, se non altro per la voce di Mark Farner. Prima di allora mi ero accontentato di fare sporadici coretti e basta.

2) Il successivo inserimento nel Balletto di Bronzo, di cui sei diventato il principale fulcro creativo con la stesura del magnifico Ys, avvenne storicamente nel 1971 grazie al tuo trasferimento nella capitale: puoi assemblare ricordi, esperienze e aneddoti di quel periodo?

Gianni-- Ho a disposizione un migliaio di pagine? Temo di no. Come potrei sintetizzare centinaia di episodi, aneddoti, follie di quegli anni... Non ci provo nemmeno. Si viveva con lo spirito dei pionieri, dei "conquistadores"(di nuove dimensioni artistiche), di autentici freaks oltre ogni limite. Si guidava senza patente (io ero troppo piccolo per quello, a dire il vero), strafatti, per giorni e notti intere, per andare a suonare da un capo all'altro d'Italia. Un entusiasmo incontenibile ci faceva superare le più terribili avversità: incidenti, guasti al motore, furti. Nulla poteva piegarci: vivevamo per la musica. E di musica, nella quale eravamo continuamente e totalmente immersi. Con gli altri gruppi di quel periodo ci s'incontrava in occasione dei Festival Pop (si chiamavano così) ed era un modo per confrontarci, conoscerci. Erano degli eventi davvero eccitanti e importanti. Qualcosa di nuovo stava nascendo e noi ne eravamo gli artefici, stava nascendo il Progressive italiano, che solo molti anni dopo sarà apprezzato in tutto il mondo, ma noi all'epoca non potevamo nemmeno immaginarlo.

3) Cosa ti spinse a livello sia musicale che concettuale a creare un'opera così complessa e stratificata, nonchè particolare, come Ys? Dietro la storia dell'isola scomparsa misteriosamente esiste una o più  metafore indicative di significati celati sotto un'altra veste?

Gianni- Volendo, si potrebbe volare di metafora in metafora fino ad arrivare a chissà che!... Che ognuno faccia come crede. Ognuno è libero si sognare,di immaginare, di vedere simboli e significati reconditi in ogni opera d'arte. Forse ci sono davvero, forse no. Forse sono stati messi lì intenzionalmente. O forse no. Non è fondamentale saperlo o verificarlo.Io non feci altro che tradurre in musica ciò che sentivo dentro in quel periodo, in cui ero realmento molto attratto dal mondo dell'occulto, della magia, del mistero. Volevo comunicare delle emozioni, le mie emozioni.

4) L'improvviso scioglimento del Balletto di Bronzo fu causato principalmente da quali fattori? Esauritasi questa esperienza, hai proseguita la tua carriera adottando lo pseudonimo Leo Nero incidendo un ottimo album come Vero nel 1977 a New York: ci puoi raccontare le
 vicende che hanno accompagnato il tuo soggiorno negli Stati Uniti?

Gianni- Il Balletto si suicidò. Per lo stile di vita estremo che aveva scelto. Vivevamo tutti assieme in un casale alle porte di Rimini. Fra quelle mura poteva succedere -e succedeva- l'impensabile. OGNI giorno. Arrivammo al punto di non poter più andare avanti in quel modo. Quando cominciammo a realizzarlo, era ormai troppo tardi.Innanzi tutto LeoNero si scrive così, non come un nome e un cognome separati, anche se talvolta è apparso e appare scritto nel modo sbagliato.L'album VERO lo registrai nella primavera del 1975 ma, a causa delle vicissitudini che ogni artista deve attraversare nel "dorato" mondo della musica, fu messo sul mercato dalla EMI solo 2 anni dopo. Lo registrai con David LeSage,  fonico di Todd Rundgren. Credo di essere stato il primo musicista italiano a registrare un album interamente da solo, suonando cioè tutti gli strumenti, chitarra e batteria (vera) compresi. Per di più a New York. Non appena sbarcai al Chelsea Hotel proveniente dall'aeroporto,conobbi Neon Leon, incredibile personaggio vicino alle New York Dolls, che mi diede il benvenuto. Quella stessa sera ero in uno studio -il Matrix- a fare furiose jam sessions di scatenato rock 'n' roll proprio con Neon e le Dolls!

5) L'album Monitor, pubblicato dalla EMI nel 1981, ha rappresentato una decisa svolta a livello sonoro nella tua visione compositiva, forse determinata da un avvicinamento verso le atmosfere della cosiddetta new wave che imperversava all'epoca, e probabilmente sospinta anche da un'affinità con le macchine elettroniche: che ricordi mantieni ancora oggi di quel lavoro e come lo reputi a tanti anni di distanza?

Gianni -In quell'album ci sono vari brani che ancora oggi mi piacciono molto e che eseguo dal vivo quando mi esibisco da solo ("Né ieri, né domani", "Anaconda"...). Nel dvd del Balletto appare anche una interessantissima versione re-edited de "Il nuovo mondo". Sul lato A di quell'album avevo 4 musicisti che mi ero scelto personalmnente girando ogni sera nei clubs di Hollywood. Una curiosità: recentemente  ho cercato loro notizie digitando i loro nomi in Google ed ho scoperto che sono tutti ancora in piena attività.Magari li ricontatterò. Sul lato B, invece, tornai al mio eterno "amore":fare tutto da solo. Questa volta, però, usai la drum machine anzichè
spaccarmi le mani sulla batteria vera. Il lato A è molto rock, basti pensare al brano di apertura, "Strada", che infatti mi fu censurato dalla RAI al momento di registrare la mia partecipazione alla trasmissione Discoring. Evidentemente i tempi non erano ancora maturi né per un brano tanto grintoso, con le chitarre e la voce così graffianti (la moda sciagurata del rock annacquato/finto trasgressivo per famiglie non era ancora arrivata, era tutto un proliferare di suoni plastificati), né per un testo che cominciava con i versi "Strada...cerco qualcuno che sappia amare, cerco qualcuno che voglia stare  un quarto d'ora solo con me...Cammino, il mio obiettivo forse
è vicino, forse è lontano, io non lo so...", che immediatamente chiarivano tutto ciò che c'era da chiarire. Il lato B -forse quello che preferisco- è decisamente... spiazzante! Brani come "Abat-jour", "Volpe robot", "No, no,no, no", la stessa "Né ieri, né domani" fanno pensare a chi ascolta: "ma LeoNero è per caso impazzito-o-o??". Solo in un secondo momento (e non è nemmeno detto) si comincia a percepire la verità: dietro a quella voce così alterata, falsata, a quelle scarne sonorità Sixties, si celano una sottile provocazione e tanto umorismo. Come a dire che riuscire a provocare facendo del rock duro può essere anche relativamente facile, ma è molto più eccitante riuscirci facendo brani "indirettamente" provocatori, solo apparentemente innocui. E' nelle mie intenzioni ristampare appena possibile Monitor su cd, arricchendolo di brani inediti registrati negli Anni '80 a Stoccolma nello studio che alcuni dei membri originale del Balletto avevano in quel periodo.

6) Dopo anni di oscurantismo vissuto dal rock progressivo, tra il crepuscolo degli anni '80 e l'inzio del decennio seguente si è assistito al rifiorire di una scena particolarmente attiva: anche tu riformasti il Balletto di Bronzo con il bassista Romolo Amici e il batterista Ugo Vantini, entrambi impegnati nel gruppo romano dei Divae. Con questa formazione avete registrato un disco dal vivo intitolato Trys, contenente composizioni storiche e brani di nuova concezione, e da quel momento credo che il nome della band abbia ricominciato a circolare attraverso i circuiti degli appassionati. Puoi spiegarci più approfonditamente cosa è accaduto dalla pubblicazione di Trys in avanti?

Gianni- Cominciaroro a fioccare inviti per partecipare ai più prestigiosi festival di progressive nel mondo. A partire dal 2000 abbiamo suonato al NearFest negli Stati Uniti, al Mex Prog a Città del Messico, al  Baja Prog,sempre in Messico (nel 2002 e nel 2007), al Rio Art Rock Festival a Rio de Janeiro, al Prog Sud a Marsiglia...E poi abbiamo fatto altri tour in Messico, in Cile, in Giappone, avendo sempre di fronte un pubblico entusiasta, colto e preparato, capace di cantare insieme a me i brani di YS come nemmeno in Italia accade!

7) Un'altra curiosità da soddisfare: qualche anno fa vidi una tua esibizione al festival progressive di La Spezia, e in quell'occasione il tuo spettacolo richiamò l'attenzione del pubblico presente anche grazie all'esecuzione di alcune covers di artisti del calibro di Todd Rundgren, Marianne Faithfull, Brian Eno: la tua interpretazione era veramente sentita, appassionata, si traduceva spontaneamente il tuo grande amore versato per questi musicisti senza tempo. Cosa hanno rappresentato singolarmente per la tua formazione artistica?

Gianni- Sono artisti che stimo e che apprezzo molto. Della Faithfull ho amato l'album "Broken English" del '79 per la drammaticità e il pathos; di Brian Eno ho adorato i suoi primi lavori da solista, per esempio gli albums"Here Come the Warm Jets" e "Taking Tiger Mountain by Strategy", entrambi della prima metà degli Anni '70. Todd Rundgren merita un discorso a parte.
Credo che NESSUNO come lui sia capece di ricoprire TUTTI i ruoli che possone esserci nel mondo della musica: essere un VERO polistrumentista (tastiere, chitarra, sassofono), cantante, arrangiatore, produttore, compositore, paroliere, fonico..... e fare tutto in modo superbo!... Ma i miei veri punti di riferimento nei primi anni sono stati Frank Zappa (il sommo), Keith Emerson e Brian Auger (sempre i migliori, ancora oggi mostrosamente bravi), Jimi Hendrix (unico e irripetibile)... Comunque di artisti bravi e geniali ce ne sono un bel po', in tutti i campi e i generi musicali. Purtoppo sono tanti, tantissimi  anche i cani e i porci, nonché i somari raglianti, ahimè! Basta non ascoltarli MAI, nemmeno per sbaglio alla radio quando guidiamo o ci facciamo la doccia, perché inquinano il nostro gusto musicale e ci contaminano con la loro sotto-mediocrità.

8) Giunti a metà del 2008 ha visto la luce finalmente il primo documento visivo che immortala il Balletto di Bronzo in scena (21 Settembre 2007 presso la Stazione Birra di Roma), alle prese con un repertorio sempre in equilibrio tra pezzi ripescati dal magnifico Ys, composizioni appartenenti al passato e ben quattro inediti assoluti (Napoli Sotterranea, Deliquio Viola, Certezze Fragili e L'Emofago). Vorrei porre l'accento su questi nuovi pezzi che mi sono apparsi veramente affascinanti e creativi, qualitativamente eccelsi: li puoi analizzare più compiutamente?

Gianni- Da anni gli "Amantes" del Balletto anelavano e bramavano brani nuovi. Io non riesco a creare al tavolino: devo essere nell'umore giusto. Putroppo le visissitudini e le storture del mondo della musica o, meglio,del suo "dietro le quinte", mi fanno star male. Risultato?. Mi allontano da tutto ciò che mi ricorda la musica, facendo così del male innanzi tutto a me
stesso. Inoltre, quando si è costretti a cambiare in 12 anni 5 bassisti e 4 batteristi ed ogni volta ricominciare tutto da capo col nuovo o coi nuovi elementi, di pazienza ne rimane ben poca. Prima di passare brani nuovi per me innanzi tutto era importante che venissero come si deve quelli "storici". L'anno scorso, finalmente, ho trovato il momento giusto per creare. La formazione attuale è composta, oltre che da me, da Adolfo Ramundo alla batteria e da Ivano Salvatori al basso."Napoli Sotterranea" in realtà ha già 5 anni, ma prima d'ora era inedita; "L'Emofago", "Deliquio Viola" e "Certezze Fragili" invece li ho composti poco prima di realizzare il dvd. Il testo de "L'Emofago" descrive quei loschi e squallidi personaggi che entrano talvolta nella nostra vita al solo scopo di "vampirizzarci", di rubare tutto ciò che possono e poi scappar via. Quanti ne ho incontrati! Il testo di "Deliquio Viola" mi venne in mente un giorno in cui ero particolarmente esasperato: ero in macchina in mezzo al traffico, faceva molto caldo, mi sentivo un pollo in batteria, soffocato nel pollaio globale,circondato da persone inette, inaffidabile e cialtrone,da falsi "amici" e sedicenti "fratelli"...l'unico mio desiderio era quello di immergermi in una...fredda gelatina viola (chissà perché questa fu l'immagine che ebbi) dimenticando così tutto e tutti. In "Certezze Fragili" tocco un tema a me molto caro: il rifiuto netto e irrevocabile di tutte religioni organizzate, che ottenebrano la mente e sono sempre state fino ai giorni nostri la rovina dell'umanità,sono il Male. Infatti, ammesso e non concesso che qualcosa di definibile come "dio" esista davvero, sono certo che sarebbe totalmente diverso a ciò che le religioni sostengono. Musicalmente volevo che i brani nuovi fossero riconducibili allo stile del Balletto, ma allo stesso tempo tenendo presente che non siamo nel 1973 ma nel 2008.

9) Hai intenzione di rimetterti in gioco, discograficamente parlando, e attivarti per dare un seguito al live Trys concentrando materiale totalmente inedito in un'opera nuova di zecca?

Gianni-- Certamente! Basta che mi lascino "lavorare" in pace. A parte il fatto che da anni ho materiale inedito davvero notevole..... Ormai è chiaro che il mio modo di comporre musica esclude qualsiasi altra persona a parte me stesso.  Infatti finora nella mia vita non ho mai lavorato in tandem o in gruppo, proprio non ci riesco. Odio discutere, accettare compromessi. In questo sono piuttosto dittatoriale. Forse perché oramai so fin troppo bene cosa mi piace e cosa detesto, cosa voglio esprimere, comunicare, e come farlo. E poi spetta a me l'onore e onere di mantenere il timone del Balletto nella direzione giusta e talvolta non è facile, quando tutto intorno a te
vorrebbe o potrebbe condizionarti.
                                                    Gianni Leone 2008