"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

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venerdì 25 giugno 2010

JENNIFER BATTEN-STAZIONE BIRRA-ROMA

                                         Roma, 16 ottobre 2009
                     Concerto di Jennifer Batten alla Stazione Birra
              
J.Batten M.Jackson
G.Leone J.Batten C.Simonetti
 Claudio Simonetti ed io siamo stati invitati alla Stazione Birra al concerto di Jennifer Batten, l'ex chitarrista di Michael Jackson. Si è presentata da sola: chitarra elettrica, pedali e basi registrate, la qual cosa poteva far pensare che di lì a poco avremmo assistito a una deludente e poco avvincente esibizione, e invece...!!! Non vorrei qui aprire una polemicuccia del cacchius sugli stereotipi dei ruoli uomo-donna, ma una musicista rock donna che riesca a tener testa ai suoi colleghi maschi più celebrati è una rarità e quindi ha un valore aggiunto che la rende ancor più preziosa. Sul perché non vengano, o finora non siano venuti fuori dei Jimi Hendrix, Frank Zappa, John Bonham, Keith Emerson al femminile non approfondisco. Nei cosiddetti secoli bui della storia umana alle donne era semplicemente PROIBITO l'accesso a territori di dominio maschile, anche quelli artistici. No, la donna doveva solo fare la serva dell'uomo e produrre figli a scodellate, a bidonate, a vagonate e guai a ribellarsi sennò giù botte. E' scoraggiante, offensivo e vergognoso per l'intero genere umano pensare che ancora oggi nel mondo esistano immondi luoghi geografici di NON-cultura e NON-civiltà in cui la donna viene NORMALMENTE considerata e trattata come lo era in quei secoli bui o, se possibile, ancor peggio, ma questo è un altro argomento. Ecco la ragione principale per cui non abbiamo avuto un Caravaggio, un Palladio, un Mirone donna. Per una Tamara de Lempicka, migliaia e migliaia di pittori maschi, moltissimi dei quali certamente meno talentuosi di lei. Apro una parentesi e pongo un inquietante quesito: ma    siamo proprio sicuri che questi ultimi secoli fino ad oggi siano stati, tutto sommato, più..."luminosi" per l'intera umanità, rispetto al passato?. Sorvoliamo sulla possibile risposta. Per quanto riguarda il rock, il discorso però cambia. Oramai, dopo oltre un cinquantina di anni dalla sua nascita, non si può certo dire che alle donne sia stato inibito o proibito alcunché. L'aspetto strano, insiegabile, che mi ha sempre incuriosito, è come mai le donne riescano a raggiungere picchi vertiginosi di grinta, "cattiveria" ed energia solo nell'ambito del canto (vedi Patti Smith, Janis Joplin, Tina Turner), o interpretando personaggi aggressivi e trucidi (vedi Grace Jones, Diamanda Galàs, Lydia Lunch e svariate "eroine" del punk), mentre, sedute alla batteria o con una chitarra elettrica in mano, risultino (quasi) sempre un po' troppo delicatucce, imbranate, fatte salve alcune eccezioni (Sheila E. per quanto riguarda la batteria, per esempio), che si contano sulle dita di una mano. Mera questione muscolare?. Non direi: ci sono anche donne-Rambo e uomini-mammoletta se è per questo. E allora?. Non so spiegarmelo ma è così. Stop. Ma torniamo alla Batten.
Non mi sorprende sapere dei suoi progetti artistici con Jeff Beck, uno dei chitarristi più graffianti e importanti nella storia della chitarra elettrica, un autentico caposcuola, tuttora in splendida forma (a differenza di tanti altri suoi colleghi dello stesso periodo, ridotti a tragiche caricature di se stessi, con le dita anchilosate e l'aspetto da Mastro Geppetto). Chiaramente ha dedicato una parte del concerto a Michael Jackson, eseguendo alcuni suoi brani. E l'arcinoto assolo di "Beat it" sul disco originale suonato da Eddie Van Halen?. La Batten dal vivo lo esegue, se possibile, ancor meglio e con maggior grinta. Incredibile!. Per tutta la durata del concerto dietro di lei scorrevano immagini su immagini, anche diversissime fra loro. Claudio ed io a un certo punto abbiamo notato, con immenso stupore, che in un decrepito e sfocato filmato in bianco e nero un non identificato cantante di colore eseguiva perfettamente il leggendario MOONWALK!. Com'era possibile?. Ma questo passo di danza non l'ha inventato Michael Jackson?.
A fine esibizione, purtroppo (per chi non c'era) avvenuta di fronte a un pubblico non molto numeroso, ci siamo fiondati dalla Batten per chiederle delucidazioni e anche per complimentarci. Lei ci ha raccontato aneddoti vari ma, soprattutto, ci ha rivelato che il filmato che ci aveva tanto colpito era stato girato al leggendario Apollo Theatre di Harlem forse negli Anni '40 o giù di lì. E chi mai sarà stato quell'omino che, forse per primo al mondo, eseguiva il celeberrimo passo del moonwalk?. Non è dato sapere. Forse un anonimo quanto geniale cantante di una delle tantissime orchestre che in quegli anni si alternavano sul quel magico palco. In realtà, dopo un po' di ricerche in rete, Claudio ed io abbiamo appurato che l'invenzione di questo passo di danza viene attribuita a Bill Bailey nel 1955. Sarà. Però il filmato che abbiamo visto al concerto sembrava essere molto più vecchio. Vuoi vedere che anche Bailey  non si è inventato un bel niente?. Ma si sa, nell'arte è sempre così: tutto è stato già fatto, già sperimentato, già osato da qualcun altro prima di te, magari rimasto anonimo e sconosciuto. Spesso la creazione artistica altro non è che la reinterpretazione o il "riassemblaggio" di elementi che esistono già. Senza nulla togliere all'immenso talento di Michael Jackson, of course
                                                     Gianni Leone