"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

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giovedì 23 dicembre 2010

MONITOR...di...STRADA

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Artista inquietante e surreale, irrequieto e passionale, ambizioso e fatalmente attratto dall'innovazione. Così è LeoNero, nome d'arte di Gianni Leone, "enfant prodige" di formazione classica ma anche bambino sconvolto dall'ascolto di Jimi Hendrix e Frank Zappa. Il suo ingresso nel panorama musicale italiano è per certi versi trionfale. Gianni entra a far parte del gruppo Balletto di Bronzo, e compone la suite YS, con le sue tastiere e la sua voce. Una suite che ancora oggi potrebbe essere definita avanti con i tempi, un caleidoscopio di mille colori, un tessuto musicale nuovo e ardito dove la melodia è bandita. Giovanissimo, è acclamato come il miglior talento del Prog nostrano. Tanto clamore, il tenore di vita estremo e la forte carica artistica di Gianni, portano allo scioglimento del gruppo. Gianni Leone accusa il colpo e inizia un percorso artistico solitario e provocatorio assumendo lo pseudonimo di LeoNero (anche se all'inizio voleva chiamarsi EGO). Sul primo album da solista, VERO, riversa le frustazioni del periodo con i brani quali "Sono stanco anch'io", "La luce", "Tu ti ricorderai di me" nonostante si senta ancora la presenza del suo gruppo iniziale (Balletto di Bronzo) specialmente nel brano  "La discesa del cervello", sorta di citazione capovolta del "Secondo Incontro" da YS. Il disco nasce a New York nella primavera del 1975, dove LeoNero è giunto con il suo produttore Corrado Bacchelli. Prese una stanza al celebre Chelsea Hotel e suonò in varie jam session tra le quali alcune in compagnia dei New York Dolls nel locale Matrix.La Warner Bros è rimasta impressionata dal suo talento mostrando interesse per il suo disco. Ma tutto va storto: Bacchelli intasca l'ingaggio di LeoNero a sua insaputa, poi paga una penale e tenta di vendere il disco ad un'altra casa discografica (l'artista lo saprà solo anni più tardi). Sarà la EMI, due anni dopo a pubblicare VERO in Italia, nell'indifferenza generale. Il feeling con l'ambiente italiano non è dei migliori; deluso, LeoNero si trasferisce a Hollywood ed entra in contatto con la New Wave di Los Angeles (Screamers...Avengers...) facendo spazio ad un nuovo lavoro, diverso, che si ispirava alla musica dei primi DEVO e XTC. Compone gran parte delle canzoni su un vecchio pianoforte a coda che ha trovato nella sua camera da letto al famoso Trianon, un castello bianco con guglie e torri situato in una traversa di Hollywood Boulevard. Per cambiare pelle ha bisogno di nuovi stimoli e coinvolge un gruppo di musicisti di talento da lui stesso selezionati e ribattezzati col nome di Optical Band. Il frutto di questa collaborazione finirà tutto sulla prima facciata del disco. L'altra metà invece decide di dedicarla a se stesso e suona da solo tutti gli strumenti e assume la produzione dell'intero 33 giri. Così nasce MONITOR, che si rivela innovativo e provocatorio. Ne segue un 45 giri con i brani "Strada" e "Piangi con me" (una versione nuova di una cover degli anni 60 dei Rokes con testo di Mogol). Ancora una volta LeoNero ha fiutato il vento prima di tutti: l'anno dopo Ivan Cattaneo sbaraglierà le classifiche italiane con  ITALIAN GRAFFITI. La vera sorpresa si nasconde nella seconda facciata di MONITOR: ironica e genuinamente dissacrante, a prima vista sembrerebbe non attribuibile a LeoNero, che gioca con l'ascoltatore celandosi dietro ad una voce alterata e falsata. E invece è sempre Lui. "Volpe Robot" fornisce le coordinate di un rock elettronico che di lì a poco Alberto Camerini svilupperà in "Rock'n'Roll Robot. In "Tell my why", Abat-Jour" e "Nè ieri nè domani" c'è tutta la sua versatilità di interprete: "No, no, no, no" ha il sapore di uno sberleffo al rock'n'roll, mentre "Il nuovo mondo" esprime quella che è la sua filosofia di vita. L'album MONITOR è stato missato nei Cherokee Studios (dove in quegli stessi giorni erano impegnati anche Ron Wood, Ringo Starr, Rod Stewart...) e il look della copertina è stato firmato da Marlene Stewart, futura costumista di Madonna e Cher. LeoNero tornò in Italia nel 1981 per promuovere l'album Monitor che venne pubblicato dalla CBO (sempre di Corrado Bacchelli) e fu distribuito dalla EMI. Ottenne anche un passaggio televisivo a Discoring. LeoNero vorrebbe presentare la canzone "Strada", ma la censura non glielo permette a causa di una terzina che, sempre secondo la censura, era "troppo forte".("Cerco qualcuno che sappia amare/cerco qualcuno che voglia stare/un quarto d'ora solo con me..."). Il colpo è duro; LeoNero pensava di poter presentare il brano in assoluta libertà e aveva preparato una performance di grande impatto visivo, coinvolgendo un fotografo/contorsionista, la modella Vanessa Redding (nipote del grande Otis, appositamente giunta da Los Angeles) e addirittura il grande mimo Lindsay Kemp. Sarebbe stata una autentica innovazione. Invece tutto sfuma e LeoNero si vede costretto a ripiegare sul brano "Tell me why" (se vogliamo anche questa passibile di censura), col risultato di tradire il senso stesso del suo progetto e di tramutare l'artista in merce da rotocalchi per teenager.
Rielaborazione del testo di FRANCO BRIZI