"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

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venerdì 4 settembre 2015

UN TIPO ATIPICO

In occasione del quarantennale di carriera di Ivan Cattaneo, esce il 25 agosto su tutte le piattaforme digitali e il 25 settembre nei negozi, un doppio album intitolato UN TIPO ATIPICO, pubblicato dalla  neonata etichetta SOTER e distribuito da Believe Digital. Alla realizzazione di questo inedito e bellissimo tributo ad Ivan Cattaneo, hanno partecipato con entusiasmo molti musicisti ed interpreti del calibro di Garbo, Gianni Leone del Balletto di bronzo, Luca Urbani, Banda Osiris, Montefiori Cocktail, Alberto Stylòo, Alessandro Orlando Graziano, Giovanni Block, Susanna Parigi, Andrea Zuppini, Egokid, Dario Faini, Pennelli di Vermeer, Roby Rossini, Naif Herin, Diana Tejera, H.E.R., Roulette Cinese, Allerija, Ottodix, Claudio Milano, Ensonika, Helena Velena, Stefano Pais, Vidra + Masi, Porfirio Rubirosa, Steetycats, Gerardo Konte & The Nine Tears, Hueco e gli Elektroshock feat. Luxfero (questi ultimi riformatisi per l’occasione). Tutti questi artisti hanno ridato linfa vitale ai primi brani d’autore di Ivan Cattaneo, rivisitandoli con rispetto, talento e creatività, riportando alla luce tante canzoni messe in ombra dal successo che Ivan aveva ottenuto con gli album-cover degli anni ‘60. Il progetto è stato ideato e prodotto da Salvatore De Falco, collaboratore delle testate RAROPIU’ e MUSICAL NEWS ed è stato anticipato da un singolo digitale che contiene FORMICA D’ESTATE interpretata da Naif Herin (qui) e PUPA interpretata da Roby Rossini (qui), già disponibile su tutti gli store digitali.
Parte del ricavato dalle vendite sarà destinata ai progetti di Amnesty International, di cui ricorre il quarantennale di attività in Italia.

                                GIANNI LEONE RACCONTA:

Aprile 2011. Vengo contattato da Salvatore De Falco, collaboratore di Ivan Cattaneo. Mi espone il suo progetto per realizzare un Cd assieme ad una ventina di artisti italiani per interpretare, ognuno nel suo stile, i brani del periodo cantautorale di Ivan. Lo scopo è quello di rivalutare e dare il meritato risalto alla figura del cantautore Ivan Cattaneo, ingiustamente offuscata dalla notorietà e dal successo raggiunti durante il periodo delle cover di brani degli anni '60, cliché purtroppo rimastogli appiccicato addosso per troppo tempo, fin dagli anni '80. Accetto immediatamente, non solo per la stima che ho verso Ivan come artista, ma principalmente per il grande affetto che nutro per lui, persona di rarissima simpatia e amabilità. Come vorrei assistere al momento in cui ascolterà per la prima volta questo Cd e a tutti i commenti che farà!. Ma non dovrò parlarne con nessuno, men che meno con lui, perché il progetto deve restare assolutamente segreto. Nulla deve trapelare, altrimenti fine della sorpresa!. Dovrò stare attento a non tradirmi. Salvatore mi dice che gli farebbe molto piacere che proprio io reinterpretassi Polisex, il maggior successo di Ivan (la versione originale, del 1980, la trovate qui. Io invece pensavo a Male Bello, già reinterpretato da Patty Pravo, a suo tempo nel '79. Poi però mi sono convinto ed ho anche molto apprezzato il suo gesto di destinarmi il brano più rappresentativo di Ivan. Ma il tempo a disposizione è poco. Non è possibile pensare a un nuovo arrangiamento, risuonare tutte la parti, cantare.... E allora? Idea leonina: mi faccio spedire da Salvatore la base originale di Polisex, molto ben suonata e arrangiata, perfetta nella sua atmosfera sensuale e accattivante, ma anche quella della versione che Ivan ha realizzato nel 2005 - che appare nel Cd Luna Presente - più "elettronica". Per un paio di settimane, in auto, non ascolto altro che la base del 1980, cantandoci sopra mentre guido girando per Roma, giorno e notte. Semaforo rosso: stop. "POOOLISEE- EEX!". Semaforo verde: vai. "POOOOLISEEEE-EEEEX!". Poi coinvolgo Nico Di Già, fonico del Balletto, e comincio a lavorare nel suo studio, il Noise. Lavoro sempre meravigliosamente bene con Nico: c'intendiamo alla perfezione. Quanta fatica e stress risparmiati, oltre ad essere un fonico è innanzitutto un musicista, chitarrista per la precisione. Ciò significa molto, moltissimo. Inoltre è naturalmente portato alla cura del dettaglio, dote oramai sempre più rara e preziosa. Per non parlare della sua pazienza, qualità che invece io notoriamente ho da tempo esaurito e che non avrò mai più. Decido di utilizzare l'intera base originale, anzi, ne faccio duplicare alcune battute nel finale per allungarla un po' e permettermi di fare anche delle improvvisazioni vocali e variazioni sul tema. Chiedo a Nico di suonare una parte di chitarra ritmica sull'inciso, che mi sembra un po' scarno, col solo clavinet. Poi seleziono la parte finale dell'altra base e ci sovraincido un assolo di synth ed altre voci in sottofondo. Le mettiamo in sequenza. Sfrondiamo senza pietà la parte vocale di tanti particolari che all'inizio mi parevano importanti ma che improvvisamente mi appaiono superflui. Sì, mi piace!, e alla fine, non ho voluto rinunciare nemmeno ad una piccola citazione di Male Bello. Finito?, niente affatto!. Giorni dopo, riascoltando il tutto e cedendo alle garbate pressioni di Salvatore, al quale sono molto grato per avermi alla fine convinto, decido di provare a suonare il brano ex novo per renderlo ancora più "mio", sostituendo l'intera base col solo synth. Pianifico un paio di pomeriggi per lavorarci su e torno in studio dall'impagabile Nico. Ecco: questa è davvero la versione definitiva!. L'altra rimane come un "gioco" destinato al puro ascolto fra amici.

                                             Gianni Leone

Aggiornamento del settembre 2015.

Dopo infinite e inenarrabili vicissitudini con diverse Case discografiche, Salvatore alla fine decide di pubblicare il Cd da solo, esponendosi personalmente. Unico problemuccio: per contorte e cavillose questioni di edizioni, non è possibile lasciare la mia citazione di Male Bello. Non ho intenzione di creare problemi a Salvatore, per cui torno in studio e la elimino senza fare troppe storie, ma molto a malincuore. Ne approfitto anche per apportare qualche piccolo miglioramento al missaggio. La versione che segue, però, è quella...integrale.

                                               Besos! Leo

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venerdì 8 ottobre 2010

GIANNI LEONE meets IVAN CATTANEO

Roma.23/9/2010.Gianni,Ivan
Roma 15 Maggio 2010
Poiché era non lontano da casa e avevo un paio di orette disponibili, sono andato incuriosito allo showcase di Ivan Cattaneo alla Fnac. Dopo aver attraversato con insofferenza la folla brulicante, inutile e fastidiosissima tipica delle domeniche pomeriggio al centro commerciale, giungo finalmente alla sala conferenze. Mi siedo e seguo prima l'intervista e poi l'esibizione dal vivo di una decina di brani. Alla fine, ci siamo istintivamente avvicinati l'uno all'altro quasi nello stesso momento. Con una spontaneità oramai rarissima  - e per questo ancor più amabile -Ivan si è dichiarato un grande ammiratore del Balletto. Mi ha subito detto che ci vide dal vivo nei primi Anni '70, che rimase folgorato dalla mia immagine e che ricordava ancora i miei lunghissimi capelli tinti di biondo e l'abbigliamento glamour. Consultando il giorno successivo le mie leggendarie agendine (che partono dal 1971, arrivano fino ad oggi e continueranno...) e basandoci sui suoi ricordi, abbiamo poi dedotto che fu un concerto a Borno in provincia di Brescia il 22 luglio del '73 (il Balletto si sarebbe sciolto nel settembre successivo). Poi ha aggiunto di aver letto in rete il mio articolo sulla deludentissima esibizione di Patty Pravo al festival di Sanremo 2009 con ospite nientemeno che il genio Todd Rundgren, per niente valorizzato. Abbiamo scambiato opinioni sulla musica e soprattutto sulla squallida e triste realtà di questi ultimi anni, rigurgitanti di immondi neo-moralismi (neo?..) e censure che fin dagli Anni '70 e per il resto della nostra vita abbiamo tanto combattuto stando sempre in prima linea. Mi ha presentato ai suoi amici e musicisti del gruppo come "un pezzo di storia del rock italiano, il primo a fare quello che tutti gli altri hanno fatto anni dopo in materia di musica, provocazioni e immagine, uno dei miei maestri...". L'ho molto apprezzato, considerando che anche lui è stato proprio fra i primissimi a fare certe ardite sperimentazioni artistiche, certe scelte di "rottura" con onestà e coraggio, e per questo l'ho sempre rispettato e stimato senza remore. A differenza di tanti vili e meschini personaggi che vivono una vita intera di menzogne e coperture o -forse ancor peggio!- si adeguano a testa china all'attuale rivoltante e ipocrita corsa alla "moralizzazione", alla "normalizzazione", rinnegando il loro passato e se stessi senza batter ciglio, senza vergogna, solo perché oggi gli... "conviene" così, Renato Zero in testa, specie dopo le ultime deliranti ed esilaranti dichiarazioni ("Io amo le donne, ho sempre amato solo donne..."). Sì, sì, certo,come no! Il raccapricciante quanto innocuo ibrido fra Raffaella Carrà e la Sora Lella oramai ha irrecuperabilmente... "sbroccato", per usare un termine che userebbe lui. Ma torniamo a Ivan. E' un artista davvero poliedrico. Simpatico all'ennesima potenza, dotato di un brillantissimo senso dell'umorismo, un vulcano di creatività. Certo, musicalmente abbiamo stili e linguaggi diversi, ma non per questo antitetici. Lui, infatti, agli inizi della sua carriera fece dei brani di pura ispirazione rock, new wave, perfino punk. D'altra parte, anch'io prefigurai e anticipai un ritorno agli Anni '60 quando registrai, già nel '79, una mia versione di Piangi con me dei Rokes, pubblicata nell'80 come retro del 45 gg. "Strada" e inserita nell'album Monitor dell'81. A fine intervista, ha cantato alcune cover, fra le quali Amore disperato di Nada (per me una delle canzonette più sciocche e insulse dell'intera discografia italiana di tutti i tempi - sorry, Ivan!), Una zebra a pois di Mina (davvero una canzone folle e surreale per l'epoca!), Geghegé di Rita Pavone, Kobra di Rettore, oltre al suo Polisex.Ci siamo scambiati i rispettivi recapiti. Abbiamo fatto foto insieme. Mi ha proposto una "collaborazione" non meglio approfondita. Una curiosità: non molti ricordano che la PFM partecipò alla realizzazione del suo album Superivan del '79. A tal proposito mi ha rivelato che durante le registrazioni dovette faticare non poco per tenere a freno gli slanci prolissi e ampollosi - tipici di un certo progressive - a cui talvolta Di Cioccio, Pagani & Co. istintivamente tendevano. In quell'album appare il sublimemente perverso Male Bello, brano poi ben reinterpretato da una "cattaneeggiante" Patty Pravo e inserito nel suo Munich Album, anch'esso pubblicato nel '79 (quanti ricordi!...). Poi mi ha regalato il suo ultimo Cd di cover di brani Anni '80. Io, a mia volta, il Dvd del Balletto, di cui subito ha apprezzato la maschera riprodotta in copertina, una mia opera. Be', non per niente entrambi siamo diplomati al Liceo Artistico...  Non ci perderemo di vista. Infatti ci stiamo scambiando e-mail quotidianamente, a raffica, a valanga. Intanto godetevi questo suo divertentissimo filmato del '95, versione "Bona-Vox".
 http://www.youtube.com/watch?v=VbXNNeZeg1Y&feature=related
Roma.23/9/2010.Ivan,Gianni,Helena
Roma 23 Settembre 2010
Ivan è a Roma per partecipare a una trasmissione televisiva RAI in diretta del venerdì sera. Mi telefona per informarmi che verso le 22,00, dopo le prove, andrà con un gruppo di amici in un ristorante in via del Corallo, in zona piazza Navona. Ne approfittiamo per fare ancora una volta una piacevolissima conversazione, toccando i più svariati argomenti alla velocità della luce, ma non per questo in modo superficiale. Verso le 22,30, dopo avere cercato a lungo un parcheggio nell'infernale dedalo di vie, viuzze e vicoletti tutti congestionatissimi di veicoli e di dense frotte di umani transumanti, finalmente vedo uno spazio vuoto, quasi fosse un miraggio. Mi ci ficco dentro a razzo! Lascio l'auto e m'incammino verso via del Corallo. Arrivato al ristorante, noto subito Ivan seduto a un tavolo all'esterno, sulla strada. Con lui ci sono Helena Velena, performance artist ed esperta di musica nonché punto di riferimento "storico" glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transgender), il giovanissimo cantautore Emilio Rez, di cui i giornali hanno recentemente parlato per alcune brutali aggressioni subite per strada proprio qui a Roma a causa del suo aspetto eccentrico e per essere stato sfrattato in quanto gay (fatti, questi, che fanno sprofondare lo schifo di paese in cui viviamo sempre più verso il quarto mondo, fra la commiserazione e gli amari sghignazzi dei paesi CIVILI), ed altri amici tutti simpaticissimi. Nel pomeriggio, a casa, avevo pensato di preparare un regalino per Ivan. Mi ero recato nel mio leggendario sottotetto (gli amici che frequentano casa mia sanno di cosa si tratta), stracarico di ogni possibile oggetto immaginabile che acquisto un po' ovunque, ed avevo infilato in due calze della Befana tutto ciò che secondo me poteva avere un significato e un valore simbolico proprio pensando a lui. Avevo scelto una pistola "marziana" che spara "mille bolle blu" mentre emette suoni spaziali tipo Star Trek, dei 45 giri e dei fumetti degli Anni '60 (Teddy Bob, Soldino), una bomboniera kitsch di porcellana raffigurante un angioletto menestrello, un paio di labbroni di gomma elastica, richiami e oggetti sessuali vari, l'intera raccolta delle "Grandi Verità" leonine, una lingua di menelik, bigiotteria in plastica, coriandoli, cartoline e immagini artistiche. Una volta preso posto ed esauriti i convenevoli, tiro fuori dalla mia valigetta le due calze befanesche e le consegno a Ivan.Risate e risate per ogni oggetto che viene pescato e mostrato.Ivan indossa subito i labbroni di gomma e improvvisa una divertente gag. Spara bolle di sapone con la pistola "marziana". Contraccambia regalandomi il suo ultimo cd di inediti, Luna presente. Poi cominciamo una pirotecnica, vivacissima conversazione generale. Spiego a Emilio come fare per acquistare uno strumento di autodifesa davvero efficace che ho ricevuto per posta proprio ieri (eh, no: oramai i vari spray lacrimogeni o al peperoncino che porto regolarmente con me fin dal 1981 e che talvolta ho usato con alterni risultati non bastano più!). Seduta al tavolo accanto al nostro c'è Anna Mazzamauro, che in questo periodo sta portando in giro per l'Italia uno spettacolo teatrale su Anna Magnani. Lei ci sorride, interviene con qualche battuta spiritosa e racconta un aneddoto piccantissimo e irriferibile sulla Magnani, che mi fa diventare ancor più simpatiche sia lei che "Nannarella". Decidiamo di muoverci. In realtà soltanto io, Ivan, Helena ed Emilio: gli altri restano al ristorante in attesa del nostro ritorno. C'incamminiamo verso piazza Navona passando davanti al Bar della Pace, affollatissimo come al solito. Attraversiamo la folla variegata e caciarona lanciando uno sguardo alla chiesa di Santa Maria della Pace e al chiostro del Bramante, sempre incantevoli, anche perché ben valorizzati da un'illuminazione di grande effetto. Giunti a piazza Navona, facciamo delle foto proprio davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi. La facciata della chiesa di S. Agnese appare appiattita da una ripulitura un po' troppo radicale. A me piacciono decisamente di più i monumenti e le facciate dei palazzi storici con un lieve deposito di fuliggine negli interstizi perché hanno maggior rilievo e profondità. Che strano: mi sembra di conoscere Ivan da sempre. E' come se negli Anni '70, nel mio gruppo di amici coi quali stazionavo permanentemente in questa piazza, ci fosse stato anche lui. E' una persona vera, trasparente, amabile come poche. Ci ritroviamo a parlare di fatti intimi e privati reciproci con una naturalezza assoluta. Proseguiamo per il Pantheon passando per piazza Sant'Eustachio. Notiamo che parte del colonnato è attualmente in restauro. Suggerisco di prenderci un bel gelatone, e dove, se non da Giolitti? Facciamo quindi rotta per via Uffici del Vicario. Essendo oramai quasi l'ora di chiusura (l'una e mezza circa) troviamo lo storico locale, risalente al 1900, vuoto, tutto per noi. Comincia la sarabanda di "Tu che gusto preferisci?", "Proviamo quello?", "No, quell'altro!". Helena candidamente domanda al gelataio: "Avete il gusto ai Puffi?". "No" risponde lui "de Puffo ce so' solo io!". Alla fine usciamo ciascuno col proprio magnifico cono gigante. Tra gags, risate, aneddoti, racconti, lentamente ci dirigiamo verso via del Corallo. Gli amici sono ancora tutti là che ci aspettano.
                                                      Gianni  -->

Helena,Ivan,Emilio