"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

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sabato 8 dicembre 2012

MAT-2020 DICEMBRE

È uscito, on line, il numero di Dicembre 2012 della rivista di musica prog-rock MAT2020. Ricordo a tutti gli appassionati che è possibile la consultazione della rivista musicale attraverso l'iscrizione GRATUITA all'indirizzo http://www.mat2020.com/. In seguito avrete la possibilità di sfogliare il giornale on line, oppure poterlo scaricare in formato pdf (Mac, Ipad, Iphone). È un invito a sostenere la buona musica e tutti i collaboratori di questa iniziativa tra i quali non poteva mancare Gianni Leone con una sua rubrica personale, "Ditelo a...GIANNI LEONE". In questo numero si parla degli WHO, PETER HAMMILL, BLUES, PROG-ITALIANO, ANNI 70, DAVID BOWIE e tanto ancora sempre in onore della musica, un arcobaleno, una cornice di felicità per il quadro della vita, che rimane appeso come un sospiro di meraviglia.

domenica 11 novembre 2012

LA PAROLA "ROCK"


"LA PAROLA ROCK", ecco il primo articolo di Gianni Leone per la nuova rivista musicale MAT-2020 consultabile gratuitamente on-line all'indirizzo http://www.mat2020.com/.

Da tempo la parola “rock” suscita in me insofferenza e indignazione, quasi una sorta di repulsione. In una società come quella attuale, in cui tutti i fenomeni e le rivoluzioni culturali, i punti di riferimento, oserei dire le “certezze” che avevamo, sono stati banalizzati, neutralizzati, sviliti, stravolti, edulcorati, ribaltati nel momento stesso in cui sono diventati “merce” per le masse. Adesso ci tolgono pure il rock. “Rock” non è una semplice parola che chiunque può adoperare impunemente, no: io propongo un patentino da rilasciare solo a chi possieda i requisiti per poter “accedere” a questo termine. Gli altri si astengano. Rock significa aver avuto la fortuna e la volontà di vivere esperienze sconvolgenti, folgoranti, formative e indelebili nel momento storico giusto, insieme alla gente giusta, nel luogo geografico giusto, e di averne fatto tesoro. Rock è una forma mentis, un modo di pensare e di interpretare il mondo che ci circonda, di essere se stessi e nessun altro, una scelta e uno stile di vita. E’ indispensabile andare o essere andati ad assistere a concerti, film e spettacoli di determinati artisti, avere o aver avuto certe frequentazioni e non altre, aver letto certi libri, ascoltato certi dischi, avere una propensione naturale alla provocazione, al voler andare controcorrente e contro le convenzioni, al voler stupire, sfidare tutto e tutti, OSARE! Rock è sballo, eccesso, COERENZA con se stessi e con tutto ciò che ho appena elencato. Lo si deve vivere e respirare nella quotidianità come sul palco e sempre in prima persona, sulla propria pelle, in quanto il rock è anche qualcosa di molto “fisico”. Si è rock, oppure non lo si è. Stop. Una tigre conserva le sue fattezze e la sua identità sia nella giungla che nella gabbia allo zoo, sia sulla pista del circo che imbalsamata al museo di storia naturale: non si trasforma e svilisce in un’innocua paperetta o un pesciolino rosso per far divertire i bambini!...Invece...Molti nostri cantautoracci/canzonettari, dopo averci massacrato per decenni con le loro melensaggini, forse su suggerimento dei loro “consiglieri” discografici un bel giorno che fanno?, gettano finalmente via i loro stracci e indossano completini fashion, giubbotti in pelle nera borchiata, mettono l’orecchino, l’occhialetto nero, si fanno un tatuaggino del cacchio (che oramai hanno perfino le educande in collegio dalle Orsoline o dalle Carmelitane Scalze), ripudiano la loro chitarrella acustica, fedele compagna di tante esibizioni da osteria, e la sostituiscono con una Fender Stratocaster o una Gibson Les Paul da cui traggono improbabili riff distorti. Modificano artificiosamente la loro voce squallida e insulsa trasformandola in una specie di rantolo roco molto simile al suono che emette chi, dopo lunghi giorni di stipsi, cerca, sforzandosi, di evacuare seduto sul water. Il risultato, secondo loro, è una voce “rock”. Le canzonette restano quelle di sempre, però i giornali titoleranno “La svolta ROCK di...”!!! Et voila!. La casalinga, grande adoratrice dei neomelodici (i quali, diciamolo subito, di “neo” non hanno assolutamente nulla. È sempre il solito schifo partorito dal sottobosco della sottocultura-della sottocultura), che non ha mai sentito parlare dei Rolling Stones (o, se li ha sentiti magari nominare mezza volta, li chiama “i Rollistò”), per accompagnare i figli o i nipotini all’asilo probabilmente indosserà una maglietta con la scritta (riecco la parolina magica passe-partout, l’immonda bestemmia!), “Rock” in bella mostra comprata alle bancarelle dei bengalesi o al bazar cinese o nella merceria sotto casa scontata a 6 euro e 50, dove può tranquillamente trovare anche altre magliette con scritte del tipo “Hard Rock Café”, “It’s only rock‘n’roll but I like it” da indossare indifferentemente per andare in ufficio, al corso di mazurka del giovedì sera, o in parrocchia per edificanti seratine con altri “illuminati” parrocchiani sull’avvincente tema: “Lo Spirito Santo e l’Annunciazione alla Vergine Maria”. Naturalmente sarebbe lo stesso se su quelle magliette ci fosse scritto “Salumeria Varcaturo” o “Gigetto-idraulico-perfetto, prezzi modici”.
L’apoteosi?. Quando abbiamo assistito anni fa a quello spettacolo ripugnante e raccapricciante (ma anche molto, molto deprimente) del concertone  “presieduto” da un oramai rimbecillito e irriconoscibile, per la malattia e l’età, Wojtyla che batteva le mani e muoveva la testa mentre sul palco si esibivano artisti che un tempo neanche troppo lontano erano stati paladini della trasgressione, della diversità, del dissenso, nonché drogati marci. Che schifo, vedere gente come Lou Reed, Bob Dylan prostrarsi di fronte a Wojtyla per baciargli la mano ingioiellata, e Bono Vox mettergli sul naso i suoi occhiali neri per fare lo spiritoso!. Vabbè che Bono l’ho sempre visto e considerato come una specie di parodia della rockstar per gli atteggiamenti forzati e “studiati”, quindi non fa testo. Wojtyla mi stava pure simpatico come persona, "che differenza abissale con colui che lo ha sostituito alla sua morte!", ma non certo per il suo ruolo ”istituzionale”. Che immonda sceneggiata tutte queste presunte, inutili, ridicole “conversioni” dell’ultimo minuto di gente dello spettacolo e personaggi pubblici!. Che messaggio deleterio e fuorviante si lancia alle masse beote!. Certa gente è proprio ridotta all’ultimo spiaggia è non sa più dove sbattere la testa. S’inventasse qualcosa di meglio, per dare un senso alla propria vita o farsi della pubblicità!. Mi sembra di tornare al Medioevo, e io non ci sto!. Il massimo del demenziale e del ridicolo si è toccato quando tutti, “alti” prelati e torve gerarchie vaticane comprese, beati e fessi canticchiavano Imagine di John Lennon senza (forse?) rendersi conto che il testo dice: “Immagina un mondo migliore e felice, in cui non ci siano più l’avidità, la fame, l’odio, le guerre, le barriere, LE RELIGIONI (and no religion too). Roba da teatro dell’assurdo. Però in questo modo subdolo è stato reso innocuo anche Lennon. Poi, a fine concerto, che si fa?, Tutti a casa felici, contenti e soprattutto benedetti. Il papa sale sulla sua papa-mobile bianca mentre la folla di papa-boys (poverini, quelli!, ma non hanno niente di meglio a cui appassionarsi?. Dovrebbero fare del sesso, tanto per cominciare) gli lanciano urletti come se stesse uscendo di scena Prince sculettando o Ziggy Stardust slinguazzando e se ne torna nella sua papa-reggia, servito e riverito dai suoi fedelissimi papa-servetti, papa-paggetti e papa-valletti. Fa un papa-spuntino, poi si reca nel sontuoso e immenso papa-bagno, tutto sfavillante d’oro più di quello di un petroliere arabo, a fare una papa-cacca (o, a scelta, papa-pupù) e infine si infila nel papa-letto a baldacchino da imperatore galattico. Prima, però, una proficua preghierina per far sì che cessino tutte le guerre, che sia sconfitta la fame nel mondo e che tutti gli esseri umani diventino buoni e siano felici. Poi un’ulteriore, utilissima preghierina, coi papa-piedi appoggiati sul suo soffice papa-scendiletto di cincillà, è dedicata ai poveri terremotati che intanto da anni giacciono sotto le tende pregando (ovviamente invano) anche loro, ma coi piedi nel fango. Perfetto. Ma scusate, non ci avevate ammorbato per decenni con la storiella che il rock fosse “la musica del diavolo”?. A noi stava benissimo che fosse così. Non siete addirittura arrivati all’abietto delirio di organizzare roghi pubblici dei nostri dischi?. E adesso che succede, che magari voi fra un po' suonerete “Walk on the Wild Side” in chiesa durante la messa e a noi, ai nostri concerti, toccherà l’”Ave Maria”?.
Distrutti anni di rivoluzioni, lotte, battaglie, conquiste civili e sociali.
                           E ci hanno scippato pure il ROCK!
                                      Gianni Leone 2012

domenica 4 novembre 2012

MAT 2020

Raccolgo l'annuncio di Athos (http://athosenrile.blogspot.it/) e di Gianni Leone per questo nuovissimo percorso musicale.

"Ho il piacere di annunciare una grande notizia per chi ama la musica, per chi è in grado di ricordare cosa accadeva in passato e per chi pensa che non esistano barriere anagrafiche che possano condizionare le scelte, quando si parla di qualità musicale. Esisteva un tempo un settimanale che ha rappresentato il punto di riferimento per i giovani degli anni 70', CIAO 2001. Quel giornalismo musicale ha fatto scuola e ha permesso a molti neo appassionati di ottenere una buona informazione/formazione, in epoche in cui la globalizzazione era solo nella testa di Pete Townsend...appunto, un genio. Ripercorrere quel sentiero è impossibile, e il fascino, e il costo della carta stampata si scontra con un mondo che evolve e vive sul web fornendo notizie in tempo reale, ma...MusicArTeam, lancia la sfida e realizza un altro progetto ambizioso, un e-journal che vuole ricalcare la logica dell'antico CIAO 2001 con la certezza di non potersi neanche avvicinare al pionierismo di quei giornalisti innovatori, ma potendo contare sull'esperienza, sulla conoscenza, ma soprattutto sulla voglia di condividere la musica. In questo numero zero di MAT2020, saranno presenti due giornalisti DOC come Armando Gallo e Maurizio Baiata. Si potrà godere dell'effetto quasi fisico di voltare pagina con un click del mouse per scoprire le rubriche, i concerti vissuti in diretta e quelli ancora da vedere, i ritratti, le news, le immagini, i links, lo spazio curato direttamente dai giovani, un gioco a quiz e molte altre cose. Tanti i collaboratori, come Gianni Leone, Glauco Cartocci, Fabrizio Poggi...una ventina di anime entusiaste di questa nuova avventura. La cadenza sarà mensile e, col vostro aiuto, cammin facendo si apporteranno le modifiche che verranno suggerite. Non ci sarà un solo euro da spendere, ne adesso ne in futuro, solo una piccola formalità burocratica che ci permetterà di monitorare le adesioni. Verrà inviata username e password alla vostra mail e da quel momento potrete leggere a piacimento le oltre 100 pagine che costituiscono il numero zero. A quel punto MAT 2020 sarà letteralmente nelle vostre mani, perché dalla condivisione che riuscirete a realizzare dipenderà il successo dell’iniziativa. Siamo subissati da “catene di S. Antonio”…  creiamo la “Catena di MAT 2020” e vediamo cosa accade.
La prima domanda sarà: “Ma perché MAT 2020?”.
Leggendo bene l’introduzione,  il segreto verrà svelato. Da leggere bene anche le istruzioni, importanti per capire come muoversi all’interno del web journal.
A questo punto bastano pochi clic e circa un minuto di attesa, il tempo necessario per caricare il vostro MAT 2020. E ora si può partire…
Athos
Clicca qui:  www.mat2020.com