"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

SUPPER-YS

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sabato 18 dicembre 2010

STEPS INTO THE UNIVERSE


                 Sabato 6 Novembre 2010
Altro inchiostro, non nero ,ma candido e brillante, è stato cosparso su carta per testimoniare ancora tanta buona musica durante il Prog Exhibition al Teatro Tendastrisce di Roma. Anche dall'Inghilterra arrivano resoconti entusiasmanti. Dalle rive del Tamigi al nord dei castelli di Scozia il sound e la musica di questo concerto è stato come un eco trasportato dal vento e che è stato avvertito da tutti gli appassionati anglosassoni, testimonianza questa di quel connubio iniziato oltre 40 anni fa, quando il Prog-Rock inglese venne accolto nel nostro paese con grande entusiasmo elevando gruppi come i Genesis, i Jethro Tull,i Van Der Graaf Generator a vere icone dell'allora musica denominata "Avanguardia" o "Classic Rock". Addirittura per i VDGG si parlò del primo e forse unico vero esempio di "Room-Rock" (Rock da Camera). D'altronde, è storia scritta che una trasmissione radiofonica come "Per voi Giovani" concentrò la sua scaletta di brani musicali dando spazio appunto ai gruppi sopra citati sottolineando la grande capacità interpretativa di artisti come.... P.Hammill....P.Gabriel....J. Anderson... http://www.classicrockmagazine.com/
Il Teatro Tendastrisce è sold-out. Il luogo, appartenuto in passato al Circo Orfei, era pieno di fans in tutta la sua capienza( Liana Orfei era presente tra il pubblico) anche per la seconda serata del Prog Exhibition. C'è grande attesa per le performances: artisti e pubblico hanno come riferimento le versioni originali dei brani degli anni 70 registrati eternamente su vinile, cd e nei nostri cuori. La dimensione eccessiva dei gruppi prog-rock è allo stesso tempo fonte di attrazione ed è anche il punto debole dell'intero movimento musicale. L'ambizione e l'abbondanza si notano in ogni manifestazione Progressive: stile rinascimentale, copertine degli album con scritte stravaganti, super loghi personalizzati, testi criptici, riff costanti e colorati di soprannaturale, suite lunghissime con cambi di ritmo anche casuale, costumi teatrali,strumenti etnici e particolari, elettronica high-tec, fumi, fuochi, luci nere, luci strobo, slide con figure mitologiche, diapositive, attori, danzatori...forse troppo...but we love it, tutti lo amano. Se il tempo ha aggiunto qualcosa nel vivere progressive, questo qualcosa è la semplicità e l'attenzione per la musica. E stasera l'attenzione è viva e pulsante.
La Nuova Raccomandata Ricevuta di Ritorno colpisce con le sue atmosfere ricche di suoni etnici in aggiunta ad ambientazioni sinfoniche. Un momento memorabile è stato l'ingresso di Thijs Van Leer che tutti ricordano come membro insieme a Jan Akkerman del gruppo olandese FOCUS. A seguire gli Osanna, un vero cocktail musicale: la loro è una vera contaminazione progressiva di rock, pop e musica popolare in particolare quella napoletana. Lino Vairetti, membro fondatore del gruppo, si avvale della collaborazione di David Jackson, straordinario sassofonista che insieme a Peter Hammill ha scritto pagine di prog memorabili quando entrambi erano parte dei Van Der Graaf Generator. Vairetti è stato in grado di proporre arrangiamenti di tutto il suo repertorio degli anni 70. Gli Osanna sono gli unici anche nel non avere ospiti speciali stranieri perchè la "guest star" tutta italiana è Gianni Leone "il talento che vive",(personale opinione di un fan, non esperto di musica n'è tantomeno critico musicale) e che assorbe il mondo progressive attraverso il suo geniale approccio alle tastiere e alla sua splendida voce da soprano. Raramente queste qualità sono concentrate in un singolo musicista, e non a caso Gianni è una star internazionale, e non a caso l'attenzione del pubblico assume una connotazione rituale e religiosa. Con un look brillante e glamour Gianni ha eseguito un accenno del repertorio di YS, quando con Stinga, Ajello e Manzari diede un nuovo volto al gruppo "Balletto di Bronzo". La sua musica scaturisce forte e muscolosa attraverso i tasti dell'Hammond, si colora di jazz di melodia e di ritmo alternandosi con parti vocali nei successivi brani degli Osanna dando contributo e vigore alla sezione coristica. In più Gianni Leone è l'unico ad aver composto brani nuovi confermando che il suo cammino è inesauribile come la sua ispirazione. I suoi passi brillano come stelle nell'universo... in uno spazio dilaniato da profonde tenebre.

sabato 20 novembre 2010

LA PERCEZIONE


Altro ancora sul "PROG EXHIBITION" DI ROMA, impressioni, resoconti e commenti degli  appassionati che sono intervenuti numerosi al concerto. Tutti soddisfatti, la frequenza è stata un "fine tuning, un "plug-in" diretto, una vera connessione, un tragitto molecolare ed epidermico che ha incantato i fans sottolineando l'importanza dell'evento e la meraviglia degli artisti che hanno performato. "È stata energia pura!" così afferma Paolo Noro, membro del CSPI (Centro Studi Progressive Italiano) "Era pieno di gente, forse 4.000 persone, con un'atmosfera forte, vibrante e coinvolgente. Mi sono piaciuti tutti i musicisti che hanno partecipato da quelli internazionali come Jan Anderson e Thijs Van Leer, alle colonne del prog italiano come  il Banco, la PFM, Le Orme gli Osanna di Lino Vairetti, sempre attivo e dinamico nella promozione di eventi di questo spessore. "Gianni è stato straordinario!" continua Paolo. "Il suo ingresso sul palco ha infiammato la platea, era in "formissima" (per usare un termine atletico-sportivo);
dopo il rituale lancio delle sue ricette ha aggredito le tastiere ed anche la terra sotto i piedi... emanava musica". Marianna invece con le sue parole fa vibrare le corde della sensibilità. "...Un concerto favoloso...Gianni è radioso, un look straordinario." Marianna osserva le foto del concerto"...C'è una foto in cui Gianni sembra davvero felice... è raro vederlo così. Anche la volta che l'ho visto suonare a Sorrento,  è stato veramente eccezionale; in pochi minuti ha lasciato tutti a bocca aperta. Siamo rimasti senza parole. Gianni è salito sul palco...e il mondo per un attimo si è fermato per ascoltare quell'incredibile uomo che ha la capacità di trasformare la musica in qualcosa di soprannaturale. Le persone che suonavano con lui sembravano come se fossero sparite... c'era solo Gianni Leone. Alla fine del concerto dopo le solite quattro chiacchiere sulla serata, mi colpì molto il fatto che lui non si sentisse soddisfatto e mi guardò quasi incredulo quando gli dissi che era stato bravissimo. Gianni si diverte sempre a suonare e non sembra mai triste in pubblico; è così disponibile con tutti...sorridente...ironico...gentile. Però credo che dietro alle sue mille sfaccettature artistiche e alle sue perle di saggezza che dispensa a tutti in modo straordinario e goliardico, riesce a nascondere la sua sofferenza...forse mi sbaglierò....".  No cara Marianna, non ti sbagli perchè l'artista, è colui che ci offre una nuova visione, ci apre la porta su qualcosa che è già in noi ma che non siamo in grado di percepire, di vedere. Spesso neppure l'artista riesce a razionalizzare tale nuova visione, è qui che interviene la critica che ci fa da tramite, ma allora l'artista produce inconsapevolmente arte? E' uno strumento a sua volta? E' uno sciocco geniale? Certamente no. Non mancano esempi di artisti di questo tipo, ma non sono la norma. L'artista allora come e dove pesca la sua arte se non riesce a razionalizzarne la visione? Il problema è nella percezione.
Se guardiamo alle biografie della maggior parte degli artisti scopriamo sempre storie personali piuttosto complesse, difficili, chi non conosce i "poeti maledetti"? Moltissimi artisti erano malati, affetti da malattie comuni e meno comuni, comunque malati; altri erano dediti all'abuso di alcool e stupefacenti, molti, moltissimi, immersi in una vita di debiti e creditori, insomma sono stati davvero pochi coloro che hanno fatto arte e ne sono usciti vivi... Questo cosa vuol dire? Sicuramente non che è necessario sbronzarsi per fare arte anche se potrebbe sembrare il contrario. In realtà nell'artista l'abuso di alcool e stupefacenti non è una causa ma un effetto, è la spia di una sofferenza interiore dell'uomo; la sofferenza è infatti ciò che unisce tanti artisti; sofferenza dell'anima, derivata da una malattia, una deformità, oppure ad una sensibilità diversa. Cosa fa l'artista di questa sofferenza? Come fa a trasformarla in arte? In realtà ciò che fa l'artista è proprio un processo di razionalizzazione, con la sua opera identifica il suo sentire profondo e cerca di affrontarlo, è per questo che l'arte è un'esigenza dell'artista. Senza il processo di produzione artistica (e quindi di razionalizzazione) l'artista sarebbe sopraffatto dal suo sentire; nel produrre arte l'artista mette a fuoco il suo sentire e si libera di una parte di questa sofferenza. Il problema per noi sta nel comprendere quell'arte. L'artista, infatti, razionalizza sì il suo sentire ma lo fa sempre in funzione di se stesso, l'azione di razionalizzazione deve essere significativa per lui ma il suo sentire, diverso dal nostro, lo porta a produrre opere a noi spesso non  comprensibili e che necessitano di "traduzione". Immaginiamo uno scultore cieco:  il suo percepire il mondo sarà necessariamente diverso dal nostro, le opere che produrrà saranno in funzione del suo sentire il mondo, non saremo mai in grado di comprendere le sue opere istintivamente perché ci manca la comprensione del suo percepire il mondo, tuttavia un processo di studio ed apprendimento, un'accurata "traduzione" tra il suo sentire ed il nostro, ci permetterà di scoprirne la sensibilità e l'arte. Gianni, ci rende partecipe della sua arte
(Citazione)... non ha convinzioni etiche perchè sarebbe un imperdonabile
manierismo di stile.
Un sentito ringraziamento all'amico Enrico Rolandi che ha permesso la pubblicazione di alcune delle sue foto del concerto.
http://www.myspace.com/enry58

mercoledì 17 novembre 2010

PROG EXHIBITION 2010


Le prime impressioni e le immagini di Gianni sul concerto avvenuto al teatro "TENDASTRISCE" di Roma: il "PROG EXHIBITION 2010" nei giorni 5 e 6 Novembre. "Mi sono divertito entrambe le serate, sempre assediato agli "Amantes". Certo, l'evento può anche essere letto dai detrattori come una patetica reunion di vecchie cariatidi e zombies imbolsiti, ma ciò non vale per me, poiché io l'io vissuto con lo stesso spirito col quale partecipavamo ai vari festival nel '71, '72, '73.  E poi io voglio che i decenni passino solo per il mio certificato di nascita e non per me. E ci riesco. Purtroppo non sono riuscito ad incontrarmi con alcuni "colleghi", per esempio con Joe Vescovi e Tony Pagliuca, che non vedevo dagli Anni '70. Il pomeriggio del 6 ci siamo ritrovati con Claudio Simonetti, Walter Martino, Vittorio, Francesco e Rodolfo del Banco e abbiamo parlato, fatto foto... C'era gente venuta dal Messico (che aveva visto il Balletto al Baja Prog), dal Giappone, dalla Costa Rica, dagli USA, oltre che da mezza Italia. Mi hanno subissato di foto, domande,
richieste di autografi fin dal giorno prima. Ho rincontrato anche Carlo Massarini. Che simpatico, Thijs Van Leer! E' un vero matto (matto artistico, of course).  E poi è un musicista bravissimo. Finora ci eravamo sempre incontrati all'estero, questa è stata la prima volta in Italia. Un paio di aneddoti. Dopo le esibizioni del Balletto e dei Focus a Città del Messico nel 2003, il pubblico richiamò me e lui a gran voce sul palco. Ci ritrovammo, in quanto membri storici dei rispettivi gruppi, a dover fare "qualcosa". Partimmo con delle improvvisazioni jazzistiche, io alla voce e lui all'Hammond. Poi sfociammo in un' incredibile Besame mucho, sempre io alla voce e lui all'Hammond, che fece impazzire il pubblico. L'altra sera, prima di uscire per la mia esibizione, avevo le mani fredde e lui, che era dietro le quinte accanto a me, le ha prese amorevolmente fra le sue e se l'è portate
al petto trattenendole e massaggiandole per alcuni minuti. Doveva essere una scena un po' buffa da vedere. Sarebbe stato un bel momento da fotografare. Poi Lino mi ha annunciato ed io sono "balzato" in scena con le mani ben riscaldate. Per quanto riguarda il Banco, mi spiace per quella persona meravigliosa e grande musicista di Rodolfo, un po' in secondo piano nel contesto del gruppo dopo i gravi problemi di salute dell'anno scorso. Francesco avrà esaurito le bestemmie per l'incazzatura di aver avuto problemi di voce proprio la sera della celebrazione del quarantennale del prog! Ma il corpo umano, ahimè, fa di questi scherzetti!..."