"Niente è più patetico di una persona priva di senso di autocritica che si crede PERFETTA solo perchè fa l'un per cento di quello che bisogna fare per essere...appena accettabili." (Gianni Leone)

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giovedì 2 giugno 2011

LE COLONNE CORINZIE DEL TEATRO SOCIALE

È terminato l'appuntamento live "ProgressiVoice" tenutosi al "Teatro Sociale" di Valenza (AL) il 27 Maggio 2011. Tanti gli artisti di spicco che si sono esibiti in questo edificio storico, adeguatamente recuperato sotto l'aspetto architettonico e funzionale. La facciata del Teatro Sociale segue i canoni neoclassici con semicolonne corinzie sormontate da un timpano arricchito da un trofeo in rilievo e la sala presenta una pianta a ferro di cavallo con platea e tre ordini di palchi, suddivisi in sedici palchetti, per un totale di 475 posti, loggione compreso. A partire dal 1994 l'Amministrazione Comunale di Valenza ha avviato importanti lavori di conservazione della struttura e un restauro tanto accurato quanto attento alle caratteristiche originali dello spazio, decidendo inoltre di creare una piccola sala cinematografica attigua a quella teatrale, di 98 posti, che è stata inaugurata nel 2000. Tutto esaurito per questa serata progressive che ha visto "performare" sul palco artisti di indubbio valore: da Bernardo Lanzetti a Clive Bunker, da Aldo Tagliapietra a Lino Vairetti, dalla Beggars Farm a Stefano Galifi ed Elisa Montaldo (entrambi parte del gruppo "Il tempio delle Clessidre". In più Stefano è stato vocalist col gruppo "Museo Rosembach", quando nel 1973 pubblicarono il bellissimo album "Zarathustra"). Ma il bello deve ancora venire!. Il titolo di questo spazio Web ha un nome, che con la sua presenza al concerto ha dato ancora prova di immenso talento. Gianni Leone, annunciato da Lino Vairetti, si è diretto subito verso le tastiere.L'attacco allo strumento è rapido e veloce, le sue dita corrono sui tasti come fossero impazzite. È un "albatro Baudelairiano", tutta la platea lo osserva ammaliata da un attacco folgorante di YS. Nonostante l'album-capolavoro abbia circa 40 anni lo spirito libero di Gianni e la sua inventiva propongono sempre nuove versioni della suite. Con grande maestria e naturalezza  riesce a superare un inconveniente tecnico alla tastiera prontamente risolto dallo staff organizzativo e nel pieno della sua performance riesce anche a ringraziare i tecnici con un rapidissimo gesto di solidarietà. Gianni si muove, suona e canta. La sua voce è sempre ben calibrata e pulita, come le antichi piramidi d'Egitto, è inattaccabile dall'avvicendamento del tempo. Dopo "Introduzione" dall'album YS, Gianni si cimenta col gruppo degli Osanna in "Everybody's gonna see you die" "In un vecchio cieco" e "Vado verso una meta". Rispolvera una grande "hit singles" di Todd Rundgren del 1978 "Can we still be friends" ripresa successivamente da Robert Palmer e in seguito anche da Rod Stewart. Gianni ha provato il brano qualche minuto prima del concerto e "In "quattro e quattr'otto" ci ha regalato una profonda e sentita versione del bel brano scritto da Rundgren..."Let's admit we made a mistake/But can we still be friends/Heartbreak's never easy to take/But can we still be friends/It's a strange, sad affair/Sometimes seems like we just don't care/Don't waste time feeling hurt/We've been through hell together...Così mi scrive il tastierista del Balletto di Bronzo:"Il brano di Rundgren, per la precisione, l'avevamo provato la sera prima a cena, poiché c'era un pianoforte proprio dietro di noi e, mentre gli altri finivano di mangiare, io mi sono seduto al piano ed ho spiegato il brano al bassista, al chitarrista e al batterista dei Beggar's, che nemmeno conoscevano ma che hanno imparato subito e bene." Un finale a sorpresa non poteva mancare quando Gianni ha invitato sul palco Ivan Cattaneo che si trovava in prima fila come spettatore, definendolo "Artista a 361 gradi!!". Tutti gli artisti hanno intonato la melodia corale del brano "Non mi rompete" del Banco del Mutuo Soccorso. Applausi e "standing ovation" da parte del pubblico mentre cala il sipario e si spengono le luci del Teatro Sociale di Valenza le cui mura saranno silenziose testimonianze di un evento che avvicina e coinvolge come il tenero abbraccio della madre verso il figlio. Perchè la musica è un abbraccio...eterno. Clive Bunker, grande batterista dei Jethro Tull, ha ipnotizzato il pubblico con "My God" e "Aqualung", due dei grandi successi dei Tull. "È una persona estremamente educata, gentile ed amabile!." così lo ha definito Gianni dopo una lunga chiaccherata con l'ex Tull di Jan Anderson.